All posts by Patrizia Cantelmo

About Patrizia Cantelmo

Speaker radio & music addicted

Devendra Banhart @Villa Torlonia – San Mauro Pascoli, 10 Luglio 2017

Devendra Banhart @Villa Torlonia – San Mauro Pascoli, 10 Luglio 2017

Ci aspettavamo forse qualche scintilla e un po’ di colore in più dal palco di Devendra Banhart, ma nel complesso il concerto è scivolato via piacevolmente per un’ora e un quarto senza grossi scossoni, in un atmosfera pacata e sognante, fra battute rivolte ai suoi musicisti (tutti “molto bello”), pizze portate sul palco per tastieristi “very hungry”, e persino quando lo sconosciuto Giack Bazz ha imbracciato la sua chitarra il clima generale non è stato scalfito: quasi fosse appunto parte dello spettacolo. Chitarrine dal sapore ispano-orientiali, canzoni come ninna-nanne provenienti da mondi lontani e melodie dolci da notti stellate: questi gli ingredienti per un live che ci ha regalato un piccolo angolo magico da custodire nella memoria di un luglio afoso ma carico di amore.

Radiohead @ Arena del Visarno – Firenze, 14 Giugno 2017

Radiohead @ Arena del Visarno – Firenze, 14 Giugno 2017

La verità è che dei Radiohead si dice tutto e il contrario di tutto, ma del fatto che siano la band più importante del nostro tempo, no. Non si può dubitare. Ne abbiamo la certezza quando la paura che ci ha accompagnato strisciante per tutto l’evento, la paura di essere carne da macello, folla intrappolata in un sistema di tokens, soldi, biglietti dal peso d’oro, possibili vittime di attentati, colpevoli senza averlo scelto, esplode in una Idioteque apocalittica. “Is This Really happening?” Sì, sta davvero succedendo. Siamo in un bunker, senza via d’uscita. Dovessimo morire ora, almeno, con questa musica, moriremmo felici.

Perfume Genius – No Shape

Perfume Genius – No Shape

Non pensiamo di esagerare nel considerare “No Shape” come il lavoro fin qui più compiuto di Mike Hadreas, libero di luccicare attraverso pomposità e violini, trionfi di luci e pailletes, senza diventare stucchevole e manieristico. Perfume Genius si conferma essere uno dei più eccentrici e talentuosi songwriter della sua generazione.

Father John Misty – Pure Comedy

Father John Misty – Pure Comedy

Father John Misty prova a diventare un classico contemporaneo e a farsi interprete principe del suo tempo con questo suo ambizioso terzo “Pure Comedy”. Un disco splendidamente suonato e arrangiato, dove la misura non è di casa e dove l’illimitatezza delle suggestioni e dei significati rappresenta al tempo stesso il suo pregio e il suo difetto.

Paolo Benvegnù – H3+

Paolo Benvegnù – H3+

Avvicinarsi a un nuovo disco di Paolo Benvegnù implica quasi sempre la necessità di armarsi di una sana dose di paziente curiosità, abituati come siamo ad un mondo culturale sempre più semplificato e semplificante. Un mondo fatto di interazioni continue, dirette e (im)mediate rispetto a quello che un tempo era la prerogativa più importante della cultura: la mediazione fra la complessità dell’umano e la capacità di comprensione della stessa.

The Flaming Lips – Oczy Mlody

The Flaming Lips – Oczy Mlody

Insomma, gli scenari bislacchi di certo non mancano: unicorni, galassie in cui sprofondare, rane e mille altre figure tipiche dei sogni allucinogeni a cui ci hanno abituato in passato. Forse, concentrare questo vulcano di intuizioni riducendo il numero di manifestazioni scoppiettanti gioverebbe al risultato finale.

The Jayhawks – Paging Mr. Proust

The Jayhawks – Paging Mr. Proust

Il ritorno dei Jayhawks dopo l’ennesima rottura fra Gary Louris e Mark Olson ci consegna un lavoro piacevole e raffinato, senza nessuna velleità contemporanea, ma talmente riuscito nel suo essere anacronistico da risultare perfetto per le sue intenzioni: regalarci un altro buon disco dei Jayhawks che suoni esattamente Jayhawks.

Spartiti – Austerità

Spartiti – Austerità

Nel contrasto fra “la realtà delle cose” e quello che avrebbe potuto – o dovuto? – essere, prendono vita i nove racconti di Spartiti, piccoli frammenti di mondo perduto incastonati in atmosfere sonore dal sapore surreale e dal piglio magistrale

Mogwai – Atomic

Mogwai – Atomic

Costruito interamente su filmati di repertorio, e concentrandosi tanto sulla meraviglia scientifica della fusione nucleare quanto sull’ apocalittico pericolo della Guerra Fredda, il documentario si rivela così essere un fertile catalizzatore per i post-rockers di Glasgow, che mescolano la trazione d’assalto del rock all’azione meditativa della drone-music, dando vita a una apocalittica tensione musicale da incubo post-moderno.