The Cavemen – Born To Hate

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1 orizzontale: Insozzano le strade di Londra ma sono Neo Zelandesi. Molti di voi potrebbero rispondere: Maori ubriachi, e avrebbero ragione, ma questa volta parliamo dei The Cavemen. Gli opossum in cambio della patria del Punk; uno scambio equo. Quattro malfattori lascivi, imbracciano gli strumenti e si gettano nella mischia senza fare ostaggi. Già nel 2015 infettarono la discografia mondiale con il loro esordio omonimo, ed oggi alzano la posta in gioco con il suo delirante seguito.

Born To Hate” mantiene in toto quello che promette. La risposta nichilista ed indolente, che quattro malati di mente danno alla scena Punk odierna – come se gliene fregasse qualcosa. Un frullatore impazzito d’influenze nobili portate all’eccesso. Garage-Punk, Punk ’77, Proto-Hardcore e testi scritti da un bambino ubriaco. Un santo Graal di riferimenti che vanno dai Dead Boys (“Dead To Me“) ai The Queers (“I’m A Mess“), passando per Teengenerate (“Satan Is Her Name“), Black Flag drogati marci (“Speed Of Death“), Stiff Little Fingers che suonano in uno scantinato (“I Hope They Drop The Bomb On Me“) e Ramones – contemporaneamente sul palco con i Count Five durante “C.H.A.R.L.I.E“. Chiudono una manciata di riff rubati ai The Sonics e messi alla mercé di quattro depensanti (“Why Won’t You“).
Come fate a non amarli? Mi chiedo, come?

Data:
Album:
The Cavemen - Born To Hate
Voto:
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