Guided by Voices – August by Cake

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Nel mondo della musica esistono artisti prolifici e altri meno. Gente come Johnny Cash, David Bowie o Bob Dylan, ad esempio, può contare su un numero di pubblicazioni decisamente elevato; poi c’è chi fa categoria a sé, ovvero Robert Pollard. Con l’ultimo “August by Cake” l’artista di Dayton (Ohio) è arrivato alla centesima pubblicazione – fra dischi solisti e album a firma Guided by Voices – in un arco temporale abbastanza ristretto: soprattutto se pensiamo che il primo “Devil Between my Toes” risale al 1987.

Proprio con i Guided by Voices, Pollard ha letteralmente plasmato quell’approccio grezzo alla materia – così informale e senza manipolazioni –, che ha poi preso il nome di lo-fi, e da cui si è sviluppato gran parte dell’Alternative Rock anni ’90. Ci è riuscito passando per capolavori come “Sandbox”, “Bee Thousand” e “Alien Lanes”, rimanendo sempre fedele all’autoproduzione mediante un’attitudine da impressionismo musicale: ben evidente anche in quest’ultimo lavoro, che poi sarebbe il primo in formato doppio.

Una novità da non sottovalutare poiché a detta dello stesso Pollard, “August by Cake”, con i suoi due dischi, ambisce ad essere l’album per definizione dei Guided By Voices, il loro “Daydream Nation” (Sonic Youth) – come sempre il nostro Robert non manca di entusiasmo nelle sue dichiarazioni.

Allora tocca sgombrare l’area da ogni dubbio: “August by Cake” non è un capolavoro, ma è di certo il miglior album dei Guided By Voices dal 2012 ad oggi, ovvero dalla loro reunion. Questo perché il primo con i ritorni di Doug Gillard e Kevin March, insieme alle new entry Mark Shue e Bobby Bare, Jr. I sette album pubblicati negli ultimi cinque anni, infatti, non hanno per niente convinto pubblico e critica: così ricchi di sperimentazioni da un lato, e di assonanze, se non proprio copia e incolla, dall’altro. Inoltre, aleggiava la paura che col passare del tempo Pollard si fosse totalmente lasciato andare a pubblicazioni senza senso, fatte per puro diletto e quasi prive di valore artistico.

L’abbondanza non manca nemmeno in quest’ultimo capitolo, composto da ben trentadue tracce, tutte brevi e ovviamente ricche di espedienti – sì, perché per scrivere così tanti pezzi in tutti questi anni c’è anche bisogno di ricorrere a giri e melodie di fiducia. Parliamo di suoni Hard e Alternative, da cui spiccare il salto verso gli anni ’90. Ci sono un paio di tracce che si sarebbero potute eliminare ma gran parte del disco funziona piuttosto bene, regalando picchi come: “Chew the Sand”, “Dr, Feelgood Falls Off the Ocean” e “Amusement Park is Over”.

La solita retorica sui vecchi artisti che sembrano impuntarsi sulle proprie rappresentazioni pasate ha soltanto sfiorato il nostro Pollard. “August by Cake” si può a tutti gli effetti definire un disco dei Guided by Voices e non di un gruppo ormai svanito. Arrivati al traguardo della centesima uscita possiamo dire che da Dayton, tutta questa musica, non viene per nuocere.

Data:
Album:
Guided by Voices – August by Cake
Voto:
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