Power Trip – Nightmare Logic

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Ad ogni contesto musicale il suo circolo Pickwick, spesso facilmente identificabile nella divisa; “l’abito non fa il monaco” ma sapete meglio di me che lo spendere 100$ al banchetto degli Anthrax non vi metterà al riparo da eventuali ritorsioni se vi presentate vestito da ufficiale delle SS  – lo sanno anche i sassi che sono per 3/4 ebrei.

Questa una delle storie bizzarre che accompagnano lo sterminato circo ambulante del Rock e che Riley Gale (voce dei Power Trip) racconta ben volentieri tutte le volte che può, della serie: lui c’era e stava per mollargli una cinquina e dirgli “Cosa cazzo stai facendo ragazzo?“. Poi saltò fuori Scott Ian con le birre, e niente.

Anche se, e questo va detto, Marx sta al marxismo come i Power Trip stanno ai Napalm Death.

Perché? Adesso provo a spiegarvelo.

Avete presente il discorso legato alla “non coscienza” di un evento, ed alla consapevolezza che esso esista pur senza conoscerne forma e dinamiche? Magari no. Per spiegarvelo possiamo però usare la più classica dinamica da Horror movie. E’ un discorso semplice che si ricollega al titolo del secondo lavoro su lunga distanza della band Texana: Nightmare Logic, appunto.

Buio, magari pioggia, il rumore dei passi alle spalle, qualche tuono, ci si volta e non c’è nessuno – a quanti di voi è capitato, magari anche senza tuoni e passi: ve ne stavate lì con le chiavi in mano sull’uscio cercando di fare più in fretta possibile, mentre immancabilmente sbuca la vecchia ninja di turno. Tutto qui? Macché. Perché il termine sopracitato si riferisce inoltre ad un’etichetta con la quale venivano bollate certe dinamiche del terrore, di cui ad esempio è maestro Lynch – pur trascendendo il genere – ed il Darione (Argento) nostrano.

Detto questo, l’allegoria più calzante per descrivere il concetto alla base della musica dei Power Trip, è quella rappresentata da Freddy Krueger (Nightmare), qui trasposta in chiave sociale. Vivere un incubo moderno insomma, dove il controllo autoritario fa il paio con l’abuso dei diritti umani portando ad un approccio al problema bifronte. Si può correre più veloci che si può, con la carogna alle spalle (da qualche parte) o combattere a muso duro e probabilmente soccombere da eroi – e se si è fortunati, riuscire ad inquadrare il problema / vedere il mostro.

Loro scelgono la seconda, e questo anche perché vengono dal Punk.

Metal e Punk ancora insieme, lo stesso sangue nelle vene?” Manco per sbaglio. Ché ai Punk gli spadoni dei metallari hanno sempre fatto cagare – anche se adesso fanno quelli open minded –, e allora ecco l’invettiva e forse le spade, quelle di eroina.

Dicevamo il Punk. La coscienza sociale, la denuncia. Il “say no!” alla passività di certi ambienti metallari, talvolta ancora (splendidamente) legati all’epicità delle battaglie, all’onore del guerriero: ai druidi che bevono ippocrasso dialogando sulla presa di Mordor. I Power Trip si siedono al tavolo della locanda portando in dote lo sfascio di band come Cro-Mags, Amebix, Nuclear Assault e Discharge, compattando il tutto con lo spirito arcano di Sodom, Entombed Sepultura; centrando come dei Legolas post-atomici i cuori di tutti.

Potenza e messaggio: il Crossover. Per un lavoro d’artigianato post-moderno (di genere) da accogliere come lo sberleffo sozzo (e vitale) di un barbone che ha appena finito di vomitare l’anima dopo essere stato ad una di quelle feste tipo Druidia o giù di lì.

Data:
Album:
Power Trip - Nightmare Logic
Voto:
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