Thundercat – Drunk

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Ventitré pillole per quasi un’ora di sballante e psichedelico viaggio; è quello che farete grazie a “DrunkStephen Bruner aka Thundercat. Gli ultimi a cui è giunto alle orecchie ringraziano ancora Flying Lotus il quale, un paio d’anni fa, è stato il pretesto per riscoprire un certo tipo di Jazz moderno, elettronico, caldo ma digitale: e tutti conosciamo le sue collaborazioni con gente come Kamasi Washington e Thundercat appunto.

Il viaggio è di quelli movimentati:  jazz-space-funk di stampo anni ’80 che abbraccia il glitch, i breaks, la chillwave e le trame electro mantenendo allo stesso tempo tutta una serie di strumentazioni analogiche. L’intento dell’album è quello di continuare ad ondeggiare all’interno di questa bolla ubriaca e divertente, senza disdegnare saltuari attimi di lucidità.

Uh Uh” ci fa capire fin da subito con chi abbiamo a che fare. Parliamo di musicisti dal background Jazz, nello stile dei più virtuosi Harbie Hancock o George Duke. Il piano-rhodes ci prende per mano lungo questo viaggio colorato fatto di R’n’B urbano, morbido e soffuso – un trip omogeneo, costante ma costellato di spot luminosi davanti ai quali fermarsi divertiti. I loop di “A Fan’s Man” rivelano l’effetto di un vecchio vinile che gira sul piatto; “Jethro” è l’incontro fra R’n’B e Chillwave; echi spaziali scorrono fra chitarre e batteria jazz in questa coproduzione con Flying Lotus, il quale mette lo zampino anche in “Captain Stupido” e spolvera una vena drum’n’bass in “Where I’m Going”.

Day & night” potrebbe anche durare 8 minuti e a noi non dispiacerebbe: giro space-disco, e richiami a KC & Sunshine Band, Sheila & Black Devotion… – ma dobbiamo accontentarci di 40 secondi scarsi, tanto la follia è lunatica e mutevole. “Show Your Way” è una groove ballad anni ’80 dal r&b notturno e sexy al profumo di sigaretta, e con due featuring che fanno proprio al caso: Kenny Loggins e Michael McDonald.

Si aggiunge al corollario di ospiti il vecchio amico Kendrick Lamar. Egli, insieme col nostro Stephen, Kamasi e Flying Lotus, fa parte di questa nuova famiglia dalle radici variegate ma che convergono in onore della fratellanza: scambi favore, capolini all’interno degli album e collaborazioni nei 12”. Diversi concetti di family che con la seconda decade del nuovo millennio hanno sfoggiato i più camaleontici ed eclettici travestimenti.

Blakkk” è ancora follia strumentale Jazz che strizza l’occhio a Dexter Gordon e Roy Ayers, mentre “Tokyo” rappresenta una di quelle mosche bianche che volano sopra questa incredibile schizofrenia; è la rivelazione durante la sbornia, è il momento di lucidità drogata: Funk di stampo nipponico, vaporwave, Yellow Magic Orchestra e un finale virato all’8-bit. California Nintendo Generation.

Them Changes” si avvale della collaborazione degli Isley Brothers mentre “Drink Dat” si rituffa in orizzonti più Hip-Hop grazie agli slang di Wiz Khalifa. I brani scorrono perfetti, omogenei come una lunga suite jazz; i frenetici arpeggi del basso accompagnano sempre linee vocali soffuse che cantano una lunga variazione sul tema legandosi perfettamente ai brani appena ascoltati. Stephen non sarà uno dei migliori cantanti in circolazione ma il suo è un mix fra Rap e R’n’B, con quella base di Jazz-Soul che gli fa modulare le note in maniera armonica, come in una scala tonale.

La sbronza di “Drunk” si chiude in maniera esemplare con l’ultimo featuring targato Pharrell Williams e i sintetizzatori spaziali di “DUI”. Assoli d’infinite tastiere, diversi fraseggi che ringraziano il pubblico e si salutano fra di loro, e la loop machine che rimane per ultima ad essere spenta. Thundercat appartiene a quella New Wave di musicisti Jazz che riesce a padroneggiare gli stili musicali più eterodossi facendoli interagire mediante l’improvvisazione. Grandi come Harbie Hancock hanno collaborato con questa nuova famiglia che sembra aver ereditato la passione per la totale libertà di coesione stilistica che aveva anche Miles Davis; del resto, quando hai come background i Soft Machine, gli Slayer, i Sun Ra e i Mastodon e possiedi la rara capacità di filtrarli correttamente, allora il risultato non può essere che spumeggiante.

Data:
Album:
Thundercat - Drunk
Voto:
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