Kasabian – For Crying Out Loud

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Finalmente la bramosia dei dj Rock di tutto il mondo è stata placata. Dopo una trepidante attesa, il nuovo album degli alfieri del pezzo da pre ascolto/festa post concerto è finalmente disponibile. Del resto, ogni DJ Set che si rispetti sembra non poter venir meno all’utilizzo di un paio di brani dei Kasabian: vorrà pur dire qualcosa.

La gente balla. È un mistero per molti il motivo, ma tutti apprezzano i Kasabian in pista. Che sia per la spinta continua sull’acceleratore, o per l’imbarazzante taglio di capelli di Serge Pizzorno, resta il fatto che anche il più rigido conservatore (Rock) muove le ginocchia a tempo di “You’re in love with a psycho”.

Nel nostro paese la band possiede un vasto seguito, come dimostrano le numerose date del 2017. For Crying Out Loud (5 maggio 2017 per Columbia) è andato piuttosto bene, e la band ha fatto il giro di radio (105, Deejay) e tv (E Poi C’è Cattelan) – sebbene nella sfida con Cattelan abbiano dimostrato quanto il calcio inglese, al momento, debba ancora mangiare qualche panino per tornate al top aka per vincere hanno bisogno degli italiani, Ranieri-Conte docet.

A distanza di un anno, è interessante notare come l’amore per gli eroi sportivi nostrani sia (ovviamente) ancora fresco: basta osservare l’espressione sui volti di Pizzorno e Meighan – da bravi tifosi del Leicester City F.C – al pronunciare delle parole magiche “Claudio Ranieri”. Per chi si fosse perso la Premier League 15/16, e fosse rimasto in isolamento dai social per mesi, la squadra di Leicester ha vinto il campionato inglese contro ogni pronostico grazie alle magie di Jamie Vardy e Riyad Mahrez, il tutto sotto la guida brillante di un uomo di classe ed educato come pochi – il nostro Claudio, appunto.

Come se non bastasse, Serge Pizzorno ha suonato alla festa scudetto della band. Un legame inossidabile, a sentir parlare Tom e Serge, che dura fin da bambini. Che poi, Serge è classe ‘80 e da bambino ha visto il Leicester F.C. alternarsi tra la League One e League Two – le nostre serie B e Lega Pro, contando che negli anni Ottanta ancora non c’era la Championship –, fino al ritorno nella massima divisione negli anni Novanta. Non proprio la squadra ideale di cui vantarsi con gli amici. Ma tutto torna alla fine, ché un po’ “underdog” lo sono anche loro, sempre in bilico tra il sembrare scemi e l’esserlo per davvero.

Il binomio calcio-musica in Inghilterra è da sempre florido.

Per quanto i Kasabian possano aver cavalcato l’onda con la super stagione dei Leicester, la cosa non è nuova in terra d’Albione, basti pensare ai fratelli Gallagher. La loro Manchester City è un’altra “underdog“, specie se confrontata con la blasonata rivale cittadina Manchester United – quei Red Devils  capaci di incutere timore a tutti, calcisticamente parlando eh. Per non parlare del buon Elton John, tifosissimo e presidente onorario del Watford F.C. per un lungo periodo – oggi della famiglia Pozzo –, sulla cui panchina siede, guarda caso, un altro italiano, Walter Mazzarri.

Serge fa poi qualche comparsa anche allo stadio Marassi di Genova, sponda Genoa, passione ereditata dallo zio e dal padre. Chissà se un giorno il Genoa riuscirà a vincere il campionato, magari il buon Pizzorno salirà sul carro sbandierando le sue origini rossoblù.

In Italia troviamo inquadrati distrattamente nelle zone vip degli stadi i vari Eros Ramazzotti, Antonello Venditti, Gianni Morandi (in mezzo alla proprietà del Bologna) e Marco Masini. Ma forse è meglio optare per la menzione d’onore per quel cantante fisicamente poco adatto al calcio, basso e con la pancetta – ma con la grinta di Gattuso e il cuore di Baggio – che risponde al nome di Lucio Dalla.

A dire il vero, neanche Pizzorno se la cava male col pallone. Alle cosiddette “partite del cuore” segna dei gran bei gol, e tutto questo “calcio”, in fin dei conti, fa bene anche ai Kasabian, così abili nel trovare il pertugio per unire le masse. Pensiamo a quanto brani come “III Ray (The King)”, “Twentyfourseven” e “Are You Looking For Action?” assomiglino a quei moduli calcistici incentrati sulla fisicità della prima punta, che deve farsi largo tra le maglie della difesa per avere qualche pallone buono da mettere in porta. Così questi brani chiusi nelle strofe, negli strumenti, cercano l’apertura giusta nel ritornello; pronti a colpire l’ascoltatore con melodie trascinanti.

Gioco ragionato e studio dell’avversario per poi affondare il colpo al momento giusto. Come in “The Party Never Ends”, che gira intorno all’avversario/fan/potenziale acquirente prima di arrivare al riff centrale del brano, continuando a studiare l’ambiente circostante fino alla fine della partita. Non disdegnano neppure il futsal (un calcetto più spettacolare) brasiliano, molto propositivo, sempre in movimento, con i giocatori che sembrano danzare istericamente: pensate al video di “You’re In Love With a Psycho” o nei ritmi incalzanti di “Comeback Kid”.

La band ha cambiato il suo modo di suonare dal precedente 48:13, e neanche a dirlo, oggi risulta molto meno ruvida rispetto ai primi lavori; allo stesso tempo è riuscita nel compito di scremare quella vena narcisista emersa in Velociraptor!. Forse, ha trovato il proprio bilanciamento: matura, ma al contempo ingenua, impegnata, ma scansafatiche: Dance, ma solo ai concerti Rock.

Ché poi nel calcio, come spesso accade nella musica, l’importante è che alla fine dei 90 minuti si abbia un gol di vantaggio (i pezzi che vendono) e Pizzorno ha già segnato.

Data:
Album:
Kasabian - For Crying Out Loud
Voto:
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Massimiliano Barulli

About Massimiliano Barulli

Studente di Etnomusicologia @ La Sapienza, Roma. Mi interesso di tutto ciò che ruota intorno alla Musica e di tutto ciò che è Musica. Pop, Rock, Blues, Indie, World Music e contaminazioni.