Hercules & Love Affair – Omnion

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Luglio, c’è una fila moderata davanti  all’ippodromo delle Cascine. Gli Hercules & Love Affair, opening act per gli Arcade Fire, stanno già iniziando il set davanti a, boh, cinquanta persone e un sole alto. E in più punti della fila i discorsi lasciano risuonare le parole Blind e Antony come hashtag sonori di facile individuazione. Qualcuno parla di “quelli che nella data di Milano hanno fatto la cover di Antony And The Johnsons“.  Ma a parte questa deriva fantasiosa è abbastanza normale che ci sia una simile identificazione. Questo è l’indice del malcelato disagio di un collettivo, gli Hercules & Love Affair di Andy Butler, che ha avuto un hype pazzesco e subito dopo ha rischiato di far evaporare le sue credenziali. Che poi ad esser precisi, la persona tanto citata in quella coda, oggi sarebbe da chiamare ANOHNI, eh.

Blind” è il pezzo che nel 2008 ha portato gli Hercules & Love Affair da un rispettato territorio di culto alle power hit di RTL, per capirsi. Se questa sia stata una cosa bella o meno non c’interessa. C’interessa invece che quel pezzo, magnificamente costruito sull’interpretazione vocale di ANOHNI sia stato insieme un manifesto e una pietra di paragone. È la traccia che ha rappresentato quella perfetta sintesi tra disco, decadenza, clubbing, contaminazione, fermenti queer e pathos da tragedia classica. Ed inevitabilmente ha esposto e indirizzato almeno un po’ la produzione successiva.

Una hit (per sua natura) irripetibile, quasi più frustrante che stimolante per il confronto che ha poi indotto. Anche perché figlia di una collaborazione che non si era posta concreti intenti programmatici. E così il secondo album del progetto (Blue Songs) era sembrato un tentativo di mirare ancora agli stessi bersagli, con l’apporto di voci diverse. Il successivo The Feast Of The Broken Heart, invece è parso una mezza negazione di quegli intenti.  Come  dire: “Blind? Quale Blind? Canzoni? Noi facciamo ballare.”

Se l’identità degli Hercules & Love Affair è stata quella di un collettivo in perenne cambiamento, il nuovo Omnion segna una discontinuità proprio per l’inedita stabilità della formazione di oggi. Sì, perché Gustaph e Rouge Mary, per il secondo album consecutivo cantano in buona parte delle tracce e colorano (è il caso di dirlo) i live con le loro presenze. Omnion ripropone la collisione tra disco, house e pop ma con un  senso di rafforzata omogeneità. Sarà per le canzoni, molte delle quali sarebbero dei  plausibili singoli. Sarà perché Andy Butler, messi alle spalle i problemi di dipendenze, ha affinato ulteriormente quella capacità di stare con un piede nel  dancefloor rigoroso e l’altro negli ambienti del pop intelligente. Il tutto nella stessa canzone. Gran parte delle tracce inizia con le bordate dei bassi e poi infila un ritornello killer. Si balla, si canta, si piange, tutto insieme.

Magari, se guardiamo alla storia del gruppo, sta in questo equilibrismo tra approcci anche quel leggero disorientamento della gente in fila da cui siamo partiti. Anche un pubblico che ascolta di tutto, a volte sente distanti certe dinamiche che sono consuete in ambiti strettamente elettronici. Ci riferiamo a un approccio da  dj produttore e a quell’universo volatile in cui la voce è più strumento che membro fisico posizionato da protagonista agli occhi del pubblico. L’opposto della tendenza a identificare un tutto fisico: quel membro, quella canzone e quell’assetto. E qui arriva forse l’ingrediente in più di Omnion.  Gli ospiti alle voci  hanno saputo mettere impeccabilmente la loro personalità al servizio degli Hercules & Love Affair. Sharon Van Etten e Faris Badwan degli Horrors (“Controller” è magistrale) ci sono ma stanno un passo indietro.

Il percorso di Omnion è lineare persino quando si arriva all’episodio dal più alto tasso di anomalia. “Are You Still Certain?” è una collaborazione con la band electro pop libanese dei Mashrou’ Leila. I battiti abituali, le linee melodiche, l’umore complessivo, per assurdo fanno di questa traccia in arabo quella in cui gli Hercules & Love Affair sembrano più riconoscibili e più coerenti. In una canzone così fisica, nostalgica ma anche impalpabile e interlocutoria, tocca ammettere che la voce e le parole sono  strumenti nel senso più letterale ed efficace.

Data:
Album:
Hercules & Love Affair - Omnion
Voto:
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