Dead Meadow @ Init Club [Roma, 01 aprile 2015]
Ascoltare i Dead Meadow live è come fare un tuffo nel passato ma con un guizzo di contemporaneità. Tutto appare come un lungo trip fumoso, magnetico e magmatico.
Ascoltare i Dead Meadow live è come fare un tuffo nel passato ma con un guizzo di contemporaneità. Tutto appare come un lungo trip fumoso, magnetico e magmatico.
Immanuel Casto è un prodotto pop e visual. Proprio per questo è incredibilmente attento alla propria immagine e a tutto quello che ne concerne, soprattutto in sede live. Per questa data del Locomotiv, il Casto Divo ha preparato una sorta di best-of per celebrare questi dieci anni di attività
Ritrovare dopo anni i Paolino Paperino Band in questa forma strepitosa è davvero una grande notizia. Ironica, guascona e tagliente come sempre, lo storico combo Modenese si candida come punk band di riferimento sul suolo Italico. Cosa che probabilmente già è di diritto.
Il resoconto del concerto di Ariel Pink al Locomotiv di Bologna il 07/03/2015
L’impressione è diventata questa: prendete un centinaio di (più o meno) dark e buttateli al Festivalbar ‘98, lasciateli macerare nell’umorismo italiano e le vecchie hit dei Datura, Alexia e i Double You sopra synth davvero fin troppo eurodisco e poco Batcave. Eppure questo strano (ma forse neanche fin troppo) mix sembra piacere.
Nei concerti di Cristina Donà c’è lei con la sua passione e la sua purezza. Ci insegna che il respiro, la musica, il desiderio e la poesia tengono in vita. Si raccomanda di stare attenti sulla strada del ritorno. Mentre vado alla macchina penso che l’ultima volta che mi sono sentita così a un concerto è stato quando ho visto la splendida Shannon Wright.
War does not break out, it is never caught or chained… Attitudine e Visual: È con queste parole, seguite
Il pericolo di rifare a tavolino il compito non c’è assolutamente stato, anzi, è emersa con forza la voglia di mettere dentro tutta la loro anima nel concerto. Devo dire inoltre che il materiale di Pansonica su disco non mi aveva convinto molto, invece ho notato che dal vivo rende molto di più. In particolare mi hanno colpito “Capello lungo”, “il Signor Niente” (con rasoiate di chitarra slide) e “Donna L”.
Forse sulla scia di questa commemorazione i Marlene rifletteranno un po’ sulle loro ultime produzioni e chissà magari servirà a iniettare un po’ di benzina nei prossimi lavori.
Ad impressionarmi veramente è stata l’ossessività delle persone, la dedizione nel movimento: nessuno disposto a mollare un centimetro neanche alle 6 del mattino, non uno che si sia fermato un secondo.
Attitudine e visual: Nella giornata in cui le ennesime “apocalittiche” piogge torrenziali, tra disagi, strade allagate e ipotetiche “bombe d’acqua”,
Per chi vi scrive sicuramente un’esperienza forte, rinnovatrice. Un impianto sonoro calcolato per mantenere l’equilibrio all’interno del caos, per stupire e affascinare, per stordire. Sebbene lontani dalla classicità psichedelica di matrice chitarristica, si avvertono comunque quei ponti panoramici tanto cari al Bangs scrittore: qui elettrificati, incendiati e dotati di un rapporto paritario fra beatitudine e sofferenza. Proprio come la vita ci insegna.
Ci sono poche band che, anche a distanza di anni, sono capaci di reinventare con coraggio dei veri e propri manifesti di rarefatta e incessante violenza sonora, degli spaccati sonori che si espandono sino a raggiungere un altrove sconosciuto. Gli Swans ci riescono ancora, nel bene e nel male, all’interno di un concerto sicuramente non per tutti che fa sempre ronzare un pò le orecchie e vibrare gli animi…Apostati neri del suono per un live che è alienazione, sinonimo crudo e desolato di morte e redenzione.
I This Will Destroy You, nella contaminazione del post rock con altre e più minacciose tavolozze sonore, sanno creare sapientemente il loro complesso universo ritmico soprattutto in ambito live con una resa inoppugnabile e un’impeccabile pulizia sonora. Costruendo ipotetiche lande cinematografiche attraverso i loro script sonori densi e impalpabili al contempo, alternano visioni di film muti d’altri tempi a oscure trappole noir pregne esclusivamente di suono. Perché quando la parola muore, arrivano i This Will Destroy you a demolire ogni certezza.
Artista sopraffina che il passare del tempo non è sembrato mai mettere in discussione. Talento completamente espresso, nonostante un umore a volte un po’ volubile. Influenzata da tanta cultura americana del novecento, ad iniziare da Spoon River, ma così capace di assorbire ciò che il mondo le regala attraverso i profumi, gli odori e le sensazioni.
Sono stati tre giorni importanti per Perugia e la sua provincia, quelli di Riverock, piccolo virtuso e tenace festival nato ormai cinque anni fa dalla spinta di un gruppo di giovani appassionati di musica, i ragazzi dell’omonima associazione.