Gallagher, Rory – Wheel Within Wheels

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Rory ha sempre avuto un sogno quando era in vita: Fare un disco acustico. Nella sua lunga carriera è stato un grande protagonista della chitarra elettrica, prima coi Taste poi da solista, ma il suo amore per la tradizione non lo ha mai abbandonato, in tutti i suoi concerti lasciava un piccolo spazio per qualche brano acustico ,eseguito sia con la chitarra che col mandolino, presi o dal repertorio classico dell’Irlanda o da quello blues. Il tempo purtroppo con lui non è stato clemente, dopo una lunga malattia e un trapianto non riuscito Rory Gallagher muore il 14 giugno 1995 senza essere riuscito ad ultimare il suo sogno. Per fortuna suo fratello Donàl non ha abbandonato questo progetto e ora dopo 8 anni dalla scomparsa dell’indimenticato Rory “Wheel Within Wheels” esce nei negozi. Questo disco contiene 14 brani registrati durante gli oltre 25 anni di carriera del chitarrista irlandese, sono perlopiù session con amici , registrazioni estemporanee esguite durante le pause di lavoro o tra un concerto e l’altro. Donàl ha spulciato per bene l’archivio storico di Rory e ne ha tirato fuori queste songs. Con questo album scopriamo e approfondiamo il lato meno noto di Gallagher, il suo amore per il folk e per le sonorità più disparate, infatti il disco è pieno di ospiti provenienti dai mondi musicali più vari come il chitarrista di flamenco Juan Martin che esegue con Rory lo splendido strumentale “Flight To Paradise”, le due chitarre a confronto con il supporto del piano di Lou Martin a regalarci un brano di rara bellezza. Tra le cose più interessanti segnaliamo anche “Barley & Grape Rag” in cui il nostro si avvale della collaborazione dei Dubliners (storica band dell’Irish folk), ballata divertente dal sapore antico scritta da Rory e mai pubblicata prima d’ora.
Uno dei brani che personalmente mi hanno maggiormente impressionato è “ The Cuckoo” un traditional suonato in compagnia del folksinger belga Roland Van Campenhout. Canzone bellissima con la voce del nostro davvero evocativa e struggente , un ottimo lavoro chitarristico che sa ricreare bene l’atmosfera di tempi e paesaggi lontani. Sempre con Roland viene eseguita “Deep Elm Blues” (è un altro traditional ma molti la conosceranno nella versione dei Gratefull Dead) tratta da una esibizione live dei due al festival di Ghent. Abbiamo poi 3 brani in cui appare in veste di ospite il favoloso mandolinista Bela Fleck (se vi piace il folk e il bluegrass in particolare procuratevi qualche suo disco, su tutti “Daybreak” e “Flight of the Cosmic Hippo”) , sono 3 classici da cui spicca “Amazing Grace” eseguito con una partecipazione e una passione davvero uniche (le registrazioni provengono da una session dei due eseguita a Montreaux). Ultimo e illustre ospite del disco è lo scomparso Lonnie Donegan, con lui Rory esegue una sua composizione in skiffle (genere molto amato dal bluesmen irlandese e di cui Donegan era considerato il massimo interprete) “Goin’ To y Hometown”, anche questa canzone è eseguita dal vivo e i due di certo non si risparmiano offrendoci un brano divertente, trascinante ma anche molto commovente per l’amore che trasuda da tutti i pori. Una morsa ci stringe il cuore all’ascolto della title track che apre il disco, una ballata piano e chitarra acustica davvero struggente.
“Wheel Within Wheels” è un disco di rara bellezza e intensità contiene il meglio del folk europeo e internazionale ma è soprattutto un modo per conoscere più a fondo un artista che in vita non ha riscosso il successo che meritava ma che da qualche anno sta venendo rivalorizzato dagli appassionati (anche grazie a delle ottime pubblicazioni postume come BBC Session), un chitarrista e cantante dalla classe cristallina che la morte si è portata via troppo in fretta ma il cui ricordo grazie a questo piccolo gioiello torna forte in tutti noi.