Benoit Tab – Wetlands

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

Tab Benoit è un bluesmen di classe, ottimo chitarrista buon cantante ha esordito nel 1992 con il bellissimo “Nice & Warm” ed ora è giunto con questo ultimo lavoro al suo quinto lavoro solista. Wetlands è un disco nel classico stile di Benoit in bilico tra rock, blues e cajun registrato con la classica formazione a tre composta da Carl Dufrene al basso e Darryl White alla batteria.
Il disco si apre con “Fast And Free” brano in stile Little Feat in cui Tab fa capire subito di che pasta è fatto, chitarra cattiva al punto giusto e voce molto roca. La successiva “Stackolina” è un blues in stile classico con solo voce chitarra e armonica, brano molto suggestivo e struggente tutto l’opposto di “I Got Loaded” canzone carica di ritmo e molto divertente dove si nota tutta la maestria chitarristica di Benoit. Si procede con “Muddy Bottom Blues” un classico blues con una forte impronta del Delta. Bellissima la ballata “When a Cajun Man Gets The Blues”,solo voce e chitarra elettrica per un pezzo triste e toccante. Segue “Too Sweet For Me” un bellissimo blues dove la chitarra di Tab la fa ancora da padrona. Ancora solo voce e chitarra con “Down In The Swamp” un bel brano in stile bayou. La prima cover del disco è “These Arms Of Mine” del grande Otis Redding ,la cui influenza si sente molto nella musica di Tab Benoit, versione molto bella.
Si passa allo zydeco con “Dog Hill” con la solita grandissima chitarra come nella cover di “Her Mind Is Gone” di Professor Longhair, Tab la rielabora a modo suo dandole molto ritmo e un bel pizzico di ruffianeria che a volte non guasta. Nella parte conclusiva del disco Benoit ci mostra che non sa suonare solo blues proponendoci un bel brano R&B come “Lovers Lips” e un bel funky alla James Brown come “Let Love take Control” duro e cattivo al punto giusto. L’album si chiude con Georgia una jam a cui partecipano Andres Osborne e Brian Stoltz,pezzo acustico di gran classe.
In conclusione altro grande disco per Tab Benoit che si dimostra ancora una volta come una delle realtà più interessanti del blues contemporaneo.