I Luf – Ocio ai Luf

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Continua la grande stagione del folk in Italia: Dopo i successi di Davide Van De Sfroos e degli ottimi riscontri di critica e pubblico del disco di Francesco De Gregori e Giovanna Marini scopriamo questa nuova ed interessantissima band:I Luf. Essi si definiscono “un collettivo folk di buone speranze”, io dico che sono qualcosa di più. E’ tutto il giorno che il mio lettore cd riproduce incessantemente questo disco, e ad ogni ascolto sento cose nuove. A tratti pare i scorgere i Nomadi più ispirati, i primi quelli di Augusto, echi di Guccini e dei migliori Modena City Ramblers soprattutto nel contenuto esplicitamente politico di molte songs: Siccome noi siamo un sito libero dico subito che queste cose mi piacciono molto, mi piace sentire cantare del Chè (anche se ritengo che la sua figura sia strumentalizzata e “abusata”), ascoltare storie di uomini comuni di campagna o di martiri di una rivoluzione dimenticata. Se poi questi argomenti sono trattati con cura meticolosa sia dei testi che delle musiche beh allora il sottoscritto va in visibilio, a volte certe canzoni di questo genere hanno l’impressione di fare “la paternale” all’ascoltatore mentre quelle dei Luf fanno pensare attraverso le storie; Ritengo che questo sia un grande pregio. Il folk mi piace perché sa trattare argomenti “forti” con una bella ventata di allegria, l’uso di strumenti come il violino ( il bravissimo Angapiemage Persico gia violinista di DVDS), il flauto, la fisarmonica e la cornamusa rimanda sempre la mia mente alle feste di paese, alla spensieratezza delle persone comuni riunite assieme tra vino e cibo alla brace. E’ un’immagine questa che mi ha sempre reso di buon umore.
Ma vediamo di conoscere meglio questi simpatici lupi (luf vuol dire lupo): La mente del gruppo è Dario Canossi musicista e poeta bresciano supportato in questa avventura da manipolo di ottimi musicisti semisconosciuti ma di ottimo valore e addirittura in 4 canzoni dal Coro “Brianza” di Missaglia ( in provincia di Lecco) un coro di montagna da un bel tocco innovativo al loro sound. Le canzoni sono cantate quasi tutte in italiano tranne un paio eseguite in dialetto “camuni” abbastanza incomprensibile per chi non è della zona di Brescia ( per fortuna il sottoscritto è mezzo bresciano) ma comunque nel booklet è presente la versione tradotta in italiano. Tra le canzoni più interessanti segnaliamo “ I Luf” brano che apre il disco, inizia lentamente con il gia citato coro Brianza per poi esplodere in una irresistibile melodia folk dal ritornello trascinante in dialetto camuni.. “Vento” è dedicata al “comandante”, si apre con la cornamusa che poi cede la scena al violino e alla “fisa” che guidano la allegra melodia fino a ritornare protagonista dettando il ritornello, un bel combat folk alla MCR. C’è molta varietà in questo disco a dimostrazione che la band è piena di idee originali come dimostra il terzo brano del disco “Ocio a la Nona Ocio a a Strea”, si apre lenta con il suono struggente del violino a cui presto si aggiungono la fisarmonica e la cornamusa a formare una melodia dalle inflessioni celtiche davvero appagante. I Luf sanno mischiare sapientemente le migliori tradizioni italiane con il folk celtico e mediterraneo. Anche in “Per un pezzo di Pane “ si sentono i MCR quelli di “LA banda del sogno interrotto” o di “il fabbricante dei sogni”, anche in questa song l’anima da “resistenza” della band esce prepotente; Così come nella successiva “Ramon” con flauto e fisarmonica sugli scudi a raccontarci la storia di sconosciuti eroi delle tante piccole guerre dimenticate. I lupi esplorano tutti i territori del folk così “Caro’l me Tone” troviamo una il coro modello alpini che apre la canzone che poi muta in una sorta di danza di paese guidata dalla cornamusa. Questo non è certo un disco monocorde nonostante la maggior parte delle songs sia contraddistinte dalla fisarmonica e dalla cornamusa sempre in primo piano; L’uso sapiente del violino, della chitarra e del flauto sa dare la giusta varietà alle canzoni; Ne esce un lavoro ben fatto, forse a tratti non originalissimo ma comunque sempre molto coerente e ben curato. Davvero bravi questi Lupi.