Williams Lucinda – World Without Tears

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Lucinda Williams a vederla sembra una ragazzina, bionda, magrolina, minuta. Invece ha ormai quasi 50 anni! Il suo esordio discografico risale al 1979 con il non certo entusiasmante “Ramblin’” da allora la nostra Lucinda non ha più sbagliato un disco. Ora si presenta con questo nuovo “World Without Tears” e fa ancora centro. Accasatasi alla Losthigway Lucinda ha potuto lavorare con tranquillità e nel giro di 2 anni ci ha regalato due ottimi prodotti (il precedente si intitola Essence uscito nel 2001), inoltre ha avuto l’opportunità di lavorare con il noto produttore Mark Howard (gia con Dylan e U2) che ha saputo valorizzare al massimo le ottime composizioni della Willams. I musicisti coinvolti sono Taras Prodaniuk al basso ( gli appassionati di country lo conosceranno per le sue collaborazioni con Dwight Yoakam), Jim Christie alla batteria e Doug Pettibone chitarra e mandolino. La musica proposta è quella a cui Lucinda ci ha abituati in questi anni, ballate dal sapore folk e southern e duri brani rock dalla forte impronta blues. Tra i brani che più preferisco ci sono “Atonement” un duro rock blues il cui riff iniziale riporta alla mente alcune cose di re Muddy con la chitarre belle tirate in continui assoli sovrastati dalla voce dura e incazzata della nostra. Molto dura è anche “Bleeding Fingers” che starebbe alla perfezione suno dei tanti capolavori anni ’70 di Neil Young. Bella anche la successiva “Ventura” una slow ballad con la slide che mena le danze a creare una bella atmosfera da viaggio, mi ricorda alcune cose del recente disco di John Hiatt.Abbastanza anomala è invece “Sweet Side”, brano dal sapore country quasi rappato da Lucinda che paga il solito tributo al Dylan vecchia maniera. Più o meno sullo stesso stile è anche “American Dream” anche se decisamente più lenta mazzata. Tra le ballad migliori c’è sicuramente la title track caratterizzata da un bellissimo assolo di chitarra.
In sostanza direi un ottimo disco che però contiene forse un po’ troppe ballad; Le cose migliori Lucinda le fa quando tira fuori le unghie e l’anima rock che ha dentro. Non che le ballate siano brutte ma forse un pò monotone. Comunque questo resta un disco decisamente sopra la media per un’artista decisamente sopra la media.