Al Kooper & Mike Bloomfield – Fillmore East: The Lost Concert Tapes 12-13-68

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Qualche volta dagli archivi delle case discografiche saltano fuori dei veri gioielli che si pensavano perduti. Al Kooper per 30 anni ha cercato il nastro di un concerto tenuto al mitico Fillmore East ( quello di New York) nel 1968 in coppia con Mike Bloomfield. Dalla Sony gli hanno sempre risposo che il nastro non c’era più fin quando un bel giorno questo master è saltato fuori da chissà dove. Il nostro Al si è messo di impegno ed è riuscito a ridare a questo nastro un suono degno della grandezza dei due musicisti. Se fin’ora la miglior interpretazione live dei due era quella di “Live Adventure” bene questo cd si mangia quello con tutta la custodia annessa! Qui possiamo sentire tutta la grandezza di Bloomfield nel suo periodo migliore accompagnato dal magico organo di Kooper anche lui in serata di grazia. Se a questo ci aggiungete una scaletta davvero splendida e la chicca di sentire un giovanissimo Johnny Winter (presentato da Bloomfield al pubblico) dettare alla grande con Mike, una performance a dir poco strepitosa tra due dei chitarristi più grandi e geniali di sempre, solo questo brano vale l’acquisto del cd credetemi! Ma analizziamo a fondo queste 10 tracce:
Dopo un breve intro si parte con “One Way Out” un classico del blues di Elmore James, Mike è in grande serata e lo si capisce subito, l’organo di AL crea un bel tappeto sonoro che la Gibson di Bloomfield squarcia con brevi e taglienti note prima di lanciarsi uno dei suoi incredibili assolo. Dopo questo favoloso inizio Mike prende il microfono e presenta al pubblico presente Johnny Winter prima di lanciarsi con lui in “It’s My Own Fault” un brano di BB King che i due interpretano in modo fenomenale. 11 minuti da sogno di cui si è favoleggiato per anni e che ora sono disponibili in tutta la loro bellezza. Winter nonostante sia giovanissimo ha gia una voce molto tosta e una tecnica chitarristica sopraffina. Bloomfield all’inizio lascia molto spazio al giovane collega poi entra di botto nella song. I due si scambiano i ruoli a vicenda dettano e duellano in modo fantastico, bisogna ascoltare per capire fidatevi! Bloomfield per la prima volta si misura dal vivo con un chitarrista coi fiocchi e ne esce una performance da urlo! Il quinto brano è quella “59th Street Bridge Song” di Paul Simon che i due avevano gia eseguito su “Live Adventure”, bella versione con Kooper grande protagonista all’organo e alla voce. Bloomfield assiste prima di far cantare la sua Gibson come solo lui sapeva fare, c’è spazio anche per un bel solo di organo prima che i due si lancino in vorticoso finale tra urla di Al e virtuosismi di Mike.Il brano successivo è a mio giudizio il secondo miglior pezzo del disco dopo quello con Johnny. La song in questione è “(Please ) Tell Me Partner” uno slow blues scritto da Bloomfield. Proprio Mike il mattatore si questa song, canta alla grande e suona da par suo, questo è il suo territori preferito e si sente. La band lo segue e lo supporta alla grande con un ottimo lavoro della ritmica e del piano di Paul Harris . Una delle esibizioni live più belle che io abbia mai sentito per intensità e coinvolgimento. Segue una bella versione di “That’s All Right Mama” un classico di Arnold Big Boy Cudrup che molti conosceranno nella versione di Elvis, un bel blues tirato e sporco a forti tinte R&R. Si prosegue con “ToTill The End of Time”, brano reso celebre dallo Spencer Davis Group. Brano lento e struggente ben cantato da Al che duetta bene con il piano di Harris. Il disco si chiude con “Don’t Throw Your Love on me so Strong” un omaggio al grande Albert King interpretao alla grandissima di Bloomfield sempre più in stato di grazia, lui con gli slow come questo ci è sempre andato a nozze. Ultima songè la celebre ”Season of the Switch” che su Supersession era interpretata da Stven Stills. Mike gli da un’impronta più blues che personalmente preferisco.
Che dire di più: Questo è un disco favoloso, un documento storico prezioso e l’ennesimo omaggio a Mike Bloomfield chitarrista fenomenale che non ha mai goduto del giusto riconoscimento. Un dieci e lode ad Al Kooper che ha recuperato questo favoloso concerto.