Young, Neil – After the Gold Rush

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Verso la fine degli anni 60 il giovane cantautore canadese Neil Young ,reduce dal successo di Everybody Knows This Is Nowhere, si unisce al trio Crosby, Stills e Nash per formare un supergruppo entrato diritto nella storia della musica. Il risultato è il celebratissimo Deja Vu. Questa esperienza porta Neil ad una sorta di maturazione artistica definitiva da cui scaturisce quello che personalmente reputo il suo capolavoro assoluto: “After The Gold Rush” è un disco perfetto, in esso sono racchiuse tutte le anime del leone canadese. Accantonati i Crazy Horse egli si affida ad un manipolo di ottimi musicisti per recuperare il suo lato più interiore. Il disco si apre con la splendida “Tell Me Why” una road song acustica sognante e leggiadra. In questo lavoro troviamo il suo lato più poetico in “Only Love Can Break Your Heart”, quello più politico e intransigente di “Southern Man” una vera invettiva contro un certo modo di pensare tipico del Sud di quegli anni: Una canzone dura nei contenuti e nelle liriche con la chitarra elettrica di Neil che sforna assoli lancinanti quasi dei lamenti a contorno del testo, una grande canzone di rock duro e crudo. C’è poi il suo amore per il country riscontrabile in “Oh Lonesome Me”. Neil canta in modo splendido in questa ballata dal sapore antico imperniata sul suono della sua armonica e su quello del piano del giovane e sconosciuto Nils Lofgren (uno che poi si farà conoscere come chitarrista sia da solista che con la E Street Band dove prende il posto di Little Steven, grande fiuto di Neil che lo pesca solo diciasettene). Impossibile poi dimenticare la title track, una delle ballate più belle mai composte dal nostro, voce e piano che compongono una canzone dalla classe e dalla delicatezza uniche. Proprio la delicatezza contornata da un alone di malinconia sono i punti di forza di questo disco. Ne è uno splendido esempio “ Don’t Let it Bring You Down” altra grande ballatona in puro stile Neil Young,una di quelle canzoni per cui il nostro è celebre con il piano sempre protagonista. Stesso discorso per “Birds” ma qui i toni si fanno ancora più cupi . Una canzone questa da assaporare con gli occhi chiusi lasciandoci trasportare dal bellissimo coro e dalle magiche note del pianoforte. Il ritmo poi si alza con “I Believe in You” cantata in coro dove la chitarra torna ad urlare ma sempre attenta a non far troppo rumore, la delicatezza è sempre sovrana in questo disco.
After The Gold Rush è un caposaldo non solo della discografia di Neil Young ma di tutto quello che una volta veniva definito country rock. Un disco struggente, emozionante da gustare in silenzio per non perdere nulla della sua magia.