Cooder, Ry – Boomer's Story

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Pochi musicisti al mondo sanno essere più eclettici di Ry Cooder; Nella sua carriera il chitarrista e cantante californiano ha suonato praticamente ogni genere di folk esistente. Dotato di una tecnica slide che vanta pochi eguali al mondo, Ry ha sempre saputo calarsi a pieno nell’universo che vuole rappresentare con la sua musica. L’album che stiamo per recensire è del 1972 cioè il periodo più fortunato di Cooder, quello in cui sfornava un capolavoro dietro l’altro. All’epoca egli era attivo da pochi anni ma mostrava gia una grande perizia tecnica e un’ottima personalità confrontandosi in prevalenza col blues. Questo “Boomer’s Story” è un disco di blues borderline, cioè una musica al confine tra passato e presente, strumenti elettrici si mischiano a quelli acustici e qua e la fanno capolino sonorità tex mex e country oriented. Ma la vera e indiscussa regina è la slide del leader. Le 10 canzoni contenute in questo lavoro sono tutte o cover o traditional, questo album va infatti visto come una sorta di omaggio che Ry fa alla musica dei padri fondatori. Il primo brano proposto è la title track, un traditional di chiara impronta country blues. La slide elettrica di Ry si combina bene con il mandolino e il pianoforte componendo una melodia piacevole e di grande effetto.”Cherry Ball Blues” è un blues strumentale di Skip James eseguito in maniera sensazionale da Cooder che gli da la sua impronta tex mex. Davvero una versione da antologia. Segue “ Crow Black Chicken”: è un altro brano dal sapore antico arricchito dall’uso del kazoo, una sorta di filastrocca dalla forte impronta sudista. Si prosegue con “Ax Sweet Mama” un brano di Sleepy John Estes. Qui Ry si cimenta al mandolino dando prova di grande virtuosismo mentre il pianoforte lo accompagna stendendo un bel tappeto sonoro; ancora una prova maiuscola del nostro. Dal country blues di Estes si passa ad uno strumentale tex mex: “Maria Elena”. Brano acustico di grande atmosfera. La successiva “Dark End of The Street” è una song di Dan Pen. Questa è una vera e propria gemma: il pianoforte guida un ritmo lento e suggestivo mentre la slide di Ry lancia il suo lieve lamento fino a colpire direttamente il cuore dell’ascoltatore; Una prova di perizia tecnica ed emotiva davvero sensazionale per uno degli strumentali più belli che il nostro abbia mai eseguito.”Rally Round the Flag” è ancora un traditional. Il ritmo è sempre lento ed emotivamente coinvolgente, una ballata antica con solo chitarra slide e pianoforte (nel disco suonato in alternanza dal grande Randy Newman e da Jim Dickinson). “Comin’ in on a Wing and a Prayer” è ancora una ballata country blues dotata di una bella melodia da saloon di confine. Sleepy John Estes ritorna protagonista in “President Kennedy”; questa volta non solo come autore ma anche come ospite di lusso alla voce e chitarra. Brano straordinario una vera coppia d’assi ci regala un blues nel classico stile di Estes. Ry si occupa del mandolino a sorreggere la grande prova vocale dell’indimenticabile John. Il risultato è un blues da pelle d’oca!. A chiudere il disco ci pensa “Good Morning Mr. Railroad Man”. Anche qui si tratta di un traditional dove pianoforte e armonica ben supportano il leader nella sua ottima prova vocale. Ancora un grande omaggio di Ry alla musica tradizionale americana.
A mio modo di vedere Boomer’s Story è uno dei dischi più belli di Ry Cooder; Alla sua fenomenale prova chitarristica si aggiunge la grande capacità di rivisitare brani vecchi di decenni dandogli un suono sempre attuale. Questo è un disco fresco e vero, uno di quegli album senza tempo che suonano sempre alla grande nonostante siano passati oltre 30 anni dalla sua pubblicazione, davvero un lavoro di classe e cristallina.