Morrison, Van – What's Wrong With This Picture?

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto:

Gli anni ’90 sono stati senza dubbio il periodo peggiore della carriera di Van Morrison; se si esclude il bellissimo live “A Night in San Francisco” i suoi dischi di questo decennio si attestano su un livello di mediocrità che aveva fatto nascere più di un dubbio a tutti coloro che amano la musica dell’ “Irlandese”. Album come “Days Like This” o “To Long in Exile” ci presentavano un Van privo di idee e svogliato, la pallida copia del travolgente performer conosciuto nei decenni precedenti. E’ stata una crisi lunga quella di Morrison ma ormai sembra essere passata definitivamente, le buone cose che si erano intraviste con “You Win Again” (2000) e soprattutto con l’ultimo “Down The Road” trovano piena conferma in questo “What’s Wrong With This Picture?”. The Man ha ritrovato l’ispirazione dei tempi passati e soprattutto la voglia di divertirsi, la voce è sempre la solita: da brividi. Penso che l’approdo alla prestigiosa Blue Note sia stato uno stimolo in più per Morrison che con questo album dimostra che nel suo campo (quale sia di preciso nessuno lo sa viste le molteplici influenze contenute nella su musica) è ancora il numero 1 incontrastato. Come suo solito l’irlandese miscela blues,soul, jazz, r&r con classe cristallina regalandoci una manciata di canzoni di grandissimo livello. Troviamo così la title track una ballad dai toni romantici punteggiata da archi e sax mentre la voce meravigliosa di The Man fa scorrere la melodia , ogni tanto si ferma accenna una risata e poi riprende; da tanto tempo Van non scriveva una canzone simile e ne sentivamo la mancanza. Morrison spazia un po’ su tutti campi e dopo questa ballata romantica ci regala “Whinin Boy Moan” un R&B (ma forse sarebbe meglio dire un blues venato di swing) dal grande ritmo dove il sax recita la parte del leone, questa canzone sembra fatta apposta per essere suonata dal vivo. La rilettura del classico “Saint James Infirmary” è da lasciare senza fiato. Il suono è leggero, notturno con un sax dolce e raffinato in sottofondo; dopo oltre un minuto di musica entra prepotente la voce di Van e personalmente vado in brodo di giuggiole. La voce potente ed espressiva come non mai gli giunge direttamente dal cuore, a me torna alla mente la sua interpretazione di “Cravan” su “The Last Waltz”: non per la canzone ,che è decisamente agli antipodi rispetto a questa, ma per la totale immersione di Morrison nel brano, come allora sembra di vederlo scalciare e sbuffare mentre ciondola alla sua maniera dando fiato a quel magnifico strumento che è la sua ugola. Canzoni come questa non si possono descrivere ma devono per forza essere ascoltate; una cosa è certa con “Saint James Infirmary” Van riesce dove aveva fallito in “Down The Road” quando aveva interpretato “Georgia o My Mind”. Il singolo scelto per rappresentare il disco “Once in a Blue Moon”: scelta azzeccata perché questa è la canzone che tutti si aspettano da Van the Man e lui non delude mai; una ballata in classico stile Van Morrison, una canzone tipo Moondance per intenderci o la gia citata Caravan: song dal grande ritmo e molto coinvolgente con la solita ineguagliabile voce di Van che distribuisce brividi a iosa. Il blues fa capolino in “To Many Myths”, uno slow abbastanza lineare ma che cantato da lui si erge decisamente sopra la media. Una delle più piacevoli sorprese del disco è “Stop Drinking” (brano di Lightnin Hopkins) riletta in chiave R&R anni ’50, ancora una volta l’irlandese è in grado di sorprendere tutti con una canzone che davvero non mi aspettavo. Splendida interpretazione, anche nei panni di Chuck Berry Morrison si trova perfettamente a suo agio.
Le 13 canzoni che compongono questa nuova fatica di Van Morrison sono tutte di ottimo livello con almeno 4-5 brani decisamente sopra la media che entrano di diritto tra le cose migliori di tutta la discografia dell’irlandese. L’approdo di the Man alla Blue Note non poteva essere migliore, dopo un periodo buio il nostro ha finalmente ritrovato la grinta e l’ispirazione dei tempi migliori: Ci voleva proprio, lo squallido mondo musicale ha bisogno come il pane di gente come Van Morrison: Bentornato sul trono The Man!