Mayall, John – Bluesbreakers With Eric Clapton

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto:

Verso la metà del 1965 il giovane Eric Clapton decide di lasciare gli Yarbirds per dedicarsi totalmente al blues il suo vero grande amore. Nel frattempo John Mayall era alla ricerca di un nuovo chitarrista per la sua band visto che Roger Dean a suo parere non era all’altezza. Appena venuto a conoscenza dello split di Clapton lo chiama e i due si mettono ala lavoro. EC si trasferisce addirittura a casa di John dove passa intere giornate ad ascoltare l’immensa collezione di dischi blues di cui Mayall era in possesso. In questo periodo Eric prova anche per 12 ore al giorno, ascolta i maestri di Chicago come BB King, Muddy Waters e Freddie King cercando di carpirne i segreti sviluppando al contempo un stile personale. Dopo alcune settimane e vari litigi finalmente nel 1966 la band decide di entrare in studio. Nel frattempo Clapton era gia una star visto che le sue esibizioni live (con Mayall e i Bluesbrekers) nei club di Londra gli avevano dato una enorme popolarità tanto che sui muri della città apparivano scritte come “Clapton is God”. L’importanza di questo album è capitale nella storia di tutto il rock: Qui possiamo ascoltare il Clapton migliore di sempre e le 12 songs che compongono questo album gettano le basi del British Blues. La band pesca tra i grandi classici del blues rileggendoli e reinventandoli in versioni mozzafiato.
Ad aprire le danze ci pensa “All Your Love”, il classico di Otis Rush è arricchito dall’impiego dell’organo hammond e incentrato sulla graffiante chitarra di Clapton con i suoi incredibili fill up mentre Mayall mette in mostra la sua particolarissima voce. I continui cambi di tempo di questa song faranno poi scuola tra i seguaci di Mayall e saranno una delle tipicità del blues inglese rendendo questa canzone simbolo di tutto il movimento. La seconda traccia del disco è la celebre “Hide Away” di Freddy King. Brano storico e di importanza capitale nel blues elettrico ( ne parliamo più a fondo nella recensione dedicata presente nello speciale dedicato all‘anno del blues), uno strumentale eseguito alla grande da tutta la band con la chitarra di Clapton ancora sugli scudi e il solito organo ( suonato da John stesso) a darle una impronta personale. EC si cimenta pure alla voce in “Rambling on my Mind” del grande Robert Johnson con risultati sbalorditivi ma tutto il disco è un autentico capolavoro. L’intesa tra i due è superba , Eric ci mette la sua tecnica impareggiabile mentre Mayall con armonica e Hammond è il vero motore ritmico della band, l’ispiratore di un suono unico che farà scuola. Ascoltate la fantastica “Have You Heard” (brano scritto di Mayall) dove EC si lancia in un assolo spettacolare o il quasi R&B di “Steppin’Out” arricchita da una imponente sezione fiati quasi a riproporre il suono leggendario della Stax .
Purtroppo questo monumentale album non avrà un seguito, Clapton assieme al batterista Ginger Baker (che aveva anch’esso militato nella band di Mayall per un certo periodo) formerà i Cream e John lo sostituirà con Peter Green proseguendo per la sua strada. Troppo forti le personalità dei 2 per poter convivere assieme. A noi resta un disco splendido e impedibile, una pietra miliare di tutta la musica rock.