Earle, Steve – Just an American Boy

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

Steve Earle passa? No rilancia! Dopo il trattamento scandaloso ricevuto in patria l’anno scorso, a causa della pubblicazione del suo disco “Jerusalem” che conteneva “Johnny Walker Blues”, il vecchio Steve non si perde d’animo e tira fuori un doppio live di quelli “veri”. In questi 2 cd c’è tutta l’essenza del cantautore texano. Forte attaccamento alla tradizioni musicali americane e grande impegno politico contro la pena di morte e le ingiustizie di ogni genere. La musica è dura ed essenziale come sempre, Earle passa in rassegna tutto il suo vasto repertorio dando maggior spazio alle canzoni dal significato fortemente politico, se per certi versi questa scelta può sembrare azzardata per altri è perfettamente coerente con la natura del personaggio. Poco spazio allo spettacolo e tanto ai sentimenti. Le canzoni sono spesso intervallate da brevi monologhi in cui il nostro si scaglia con durezza e ironia contro la pena di morte, la CNN, il governo Bush. Nel corso di queste due ore Steve passa con naturalezza dal country della splendida “Guitar Town”, title track del suo disco di esordio, al bluegrass di “The Mountain” dall’album realizzato con Del McCoury. Bellissima la versione di “Copperhead Road” introdotta da un lungo intro di mandolino e da dei tamburi in stile marcia militare per poi esplodere in una furia di chitarre elettriche con i Dukes ( la band che accompagna Steve da molti anni) in grande forma. Molto bella anche “Hometown Blues” eseguita in chiave acustica. Tra i monologhi presenti sul primo Cd spicca “I Oppose the Death Penalty”. Nel secondo dischetto troviamo una bellissima versione molto sofferta di “John Walker Blues” una rovente “The Unrepenant”. Tra tutte spicca la meravigliosa “Christmas in Washington” a mio avviso una delle ballate più belle degli ultimi 20 anni. A completare il cd giunge il doveroso tributo all’amico Townes Van Zandt con la rilettura di “Rex Blues”mentre tra le cover spicca anche “Wath’s so Funny About Peace, Love & Understandig” una canzone di Nick Lowe molto famosa ai tempi della prima “guerra del Golfo” l’ennesimo attacco di Earle alla politica americana. Il disco si chiude con “Time You Waste” un brano in studio in cui per la prima volta Steve viene accompagnata dal figlio Justin.
Rispetto al precedente live “Live in Concert” Steve Earle adotta una formula diversa, lascia da parte la classica carrellata di successi per dar vita ad un cd “ a tema”. Questo è lo Steve Earle attuale, sempre più incazzato e intransigente che usa la sua musica per sensibilizzare l’opinione pubblica. Egli è un personaggi scomodo, osteggiato a più riprese dai media di regime americani, un cantautore senza peli sulla lingua ma questa sua caratteristica non deve far passare in secondo piano la bellezza delle canzoni presenti in questi 2 cd. Non è il modo migliore per conoscere l’opera di Earle perché ,come gia detto, molte delle sue song più importanti sono state escluse ma è sicuramente un ottimo disco dal vivo, un live vero per un artista vero.