Mink Deville – Cabretta

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I Mink DeVille sono la prima incarnazione musicale di Willy Deville, indiscusso leader, mente e cuore della band. Cabretta è il loro disco d’esordio e ha una storia curiosa alle spalle: al momento della sua uscita nel 1977 viene promosso,dai discografici come disco punk sfruttando la notorietà che Willy aveva nei bassifondi della New York di quel periodo. In realtà di punk in questo disco non c’è assolutamente nulla. Il lavoro è intriso di soul, R&R e R&B. E’ curioso anche il modo in cui i media di settore americani hanno sempre snobbato DeVille forse colpevole di non essersi mai piegato al volere delle case discografiche, ma forse un pochino anche per il suo carattere scontroso e irascibile.Impossibile però resistere al fascino della sua incredibile voce diabolica e la bellezza struggente delle sue canzoni; Willy è rimasto uno dei pochissimi che sa scriversi da solo dei grandi classici. Prodotto da Jack Nitzsche (l’autore della soundtrack di “Qualcuno volò sul nido del cuculo) questo disco è un capolavoro nascosto. L’anima soul di Willy e le sue influenze gitane danno vita ad un lavoro vibrante e carico di energia. La prima canzone dell’album è “Venus of Avenue D” e subito si capisce di che pasta è fatto il nostro: rock sporco e tirato con continui cambi di tempo, adrenalina alle stelle e quella voce che ti arriva direttamente nelle ossa e nel cuore. Questo è rock di quello sudato, roba da Springsteen per intenderci. La successiva “Little Girl”è un R&B di classe cristallina mentre “One Way Street” è un rock blues sanguigno con una slide malandrina a reggere le urla indemoniate di Willy. “Mixed up, Shook up Girl” è il primo grande classico del disco. In bilico tra soul e sonorità latine la canzone ha un fascino incredibile, atmosfere notturne col piano in sottofondo i cori e l’ugola magica di DeVille. Magnifica! Con “Gunslinger” il ritmo ritorna alto e le chitarre si incendiano di nuovo facendo quasi il verso agli Stones più ispirati. “Can’t Do Without It” è una soul song da mozzare il fiato nel suo incedere tra i cori e il sax che reggono alla grande la straordinaria prestazione canora del leader degna del miglior Van Morrison (quello di Astral Weeks e Moondance per intenderci!). E’ ora il turno del brano più celebre di Willy quella “Cadillac Walk” che è un po’ il suo manifesto, la canzone che lo ha reso celebre in tutta Europa dove il nostro, al contrario di quanto succede negli USA, gode della fama che si merita. Si tratta di un boogie blues di razza purissima, sporca, tirata, scarna e irresistibile, in poche parole grandiosa. Questa è la prima di un’accoppiata da infarto che prosegue con l’altro grandissimo di hit del nostro “Spanish Stroll”. In questo brano troviamo tutta l’essenza di Willy DeVille, l’anima del soulman di classe con il sangue latino nelle vene. Una song dotata di un tiro pazzesco, una di quelle canzoni che ti catturano fin dal primo ascolto, che ti si piazzano in testa e non puoi far a meno di canticchiarle di continuo. Un grande classico ancora oggi attualissimo e che ha preceduto di almeno 20 anni la moda delle song latine. Chiusura del disco all’insegna dell’adrenalina con il soul blues tirato di “She’s So Tough” e “Party Girls” dove ritornano le magiche atmosfere gitane venate di blues. Cabretta è un disco splendido, pregno di magia, di sudore e d i anima: Willy Deville è , a parer mio, il più grande soulman degli ultimi 30 anni, una sorta di Solomon Burke bianco, capace di scrivere decine e decine di grandi classici,solo gli americani incredibilmente non se ne sono accorti. Per concludere segnalo che ora il disco è disponibile, su cd, solo in versione doppia con (2 album in uno) con Return To Magenta anch’esso , come tutta la produzione di Willy del resto, fortemente consigliato.