Earle, Steve – El Corazon

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto:

Dopo il periodo buio dei primi anni 90 caratterizzato dalla dipendenza da droga e alcool ,che lo portò anche in carcere, la seconda metà del decennio scorso è stata per Steve Earle il momento della rinascita. Disintossicato e ripulito il cantautore texano ha dato alle stampe una serie di dischi splendidi partendo da “Train a Comin’” del 95 arrivando fino al recente Jerusalem. In mezzo troviamo “El Corazon” uno dei lavori più belli di Steve il quale coadiuvato da una serie di ospiti di grande nome come Emmylou Harris, Del McCoury, Supersuckers, intraprende una sorta di viaggio nella storia della musica americana, passando con disinvoltura dalle ballate acustiche in stile bluegrass alle sferragliate elettriche quasi grunge. Earle scava a fondo nella cultura e nella società americana con occhio realistico e disincantato dandone un ritratto crudo e realistico. Fa questo attraverso la musica, alternando strumenti antichi come l’armonica e l’harmonium ( una sorta di organo di origine indiana) alle chitarre elettriche distorte. Il tutto secondo una precisa linea logica a segnare il collegamento tra la musica delle”radici” e il rock. L’album si apre con “Christmas in Washington” una ballata acustica lenta e sofferta, un omaggio al grande Woody Guthrie modello al quale Steve si è sempre ispirato. Canzone davvero meravigliosa cantata con il cuore in mano e quel pizzico di rimpianto che le dona una magia unica. Ad accompagnare la sua voce ci sono solo la chitarra acustica e l’harmonium strumento dotato del fascino antico di una cultura lontana. La successiva “Taneytown” è un rock stradaiolo di chiara matrice springsteeniana, l’armonica (suonata da Steve stesso) fende l’aria mentre si snocciola una canzone oscura dal retrogusto amaro dotata di grande presa, uno straordinario brano rock. Ai cori compare Hammilou Harris. “If You Fall” è ancora un rock polveroso e sudista a cui il mandolino da un tocco di tradizione che non guasta mai. Si prosegue con “I Still Carry You Around” ad accompagnare Steve c’è la Del McCoury band: la canzone è una divertente ballata bluegrass tutta banjo, mandolino e violino, una anticipazione del bellissimo “The Mountain” che Steve realizzerà qualche anno dopo con la stessa Del McCoury band. “Telephone Road” è una country rock ballad molto piacevole a cui segue” Somewhere Out There” splendida ballata malinconica ed evocativa. “You Know the Rest” è un vivace country blues acustico di quelli tutti da ballare, grande lavoro al mandolino di Ronnie McCoury. La successiva “N.Y.C” realizzata in compagnia dei Supersuckers è una cavalcata rock con forti echi grunge, voce filtrata e rasioate elettriche. Dopo tanta violenza elettrica la dolce voce della bravissima Siobhan Kennedy, che duetta con Steve, in “Poison Lover” è un’oasi di pace e romanticismo.” The Other Side of Town” è una suggestiva ballata country folk con la steel guitar a fare la parte del leone. “Here I Am” va a ripescare addirittura echi di punk rock alla Ramones prima della conclusiva “Ft. Worth Blues” dedicata allo scomparso Townes Van Zandt grande amico di Steve. Si tratta di una di quelle meravigliose ballate acustiche che il grande Townes era solito regalarci. Una canzone che Steve ha scritto pensando al suo amico, una sorta di omaggio a quello che egli stesso nelle note di copertina definisce “maestro”. Townes ne sarebbe certamente fiero perché la canzone funziona davvero bene.
El Corazon è un disco ricco e vario interpretato in modo splendido da Steve Earle, certamente il modo migliore per avvicinarsi alla sua musica, nel caso non lo conosceste. 12 canzoni di grandissimo livello ma la sola “Christmas in Washington” varrebbe il prezzo del disco.