Creedence Clearwater Revival – The Concert

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

Quando ho comprato il mio primo disco dei Creedence Clearwater Revival (l’omonimo album d’esordio) mi sono accorto di una cosa: conoscevo quasi tutte le canzoni ma non sapevo che fossero loro e non conoscevo il nome di nessuno dei musicisti. Ok ero giovane (15 anni circa) ma la cosa mi è risultata subito singolare; cioè uno magari conosce Satisfaction e sa che è degli Stones il cui cantante è Mick Jagger, oppure conosce Help dei Beatles e John Lennon o Sunday Bloody Sunday degli U2 e Bono. Insomma la maggior parte delle persone sa chi canta le canzoni che più gli piacciono e come si intitolano. Per i CCR invece questo non succede, è gia tanto se la gente si ricorda il loro nome; mi è capitato tante volte di far sentire uno dei loro dischi a degli amici e di sentirmi dire” ma questa la conosco! Ma chi la canta?”. Sperare poi che qualcuno sappia i nomi dei musicisti, a meno che non sia un appassionato o un reduce dei 70, è impresa ancora più ardua. Una volta questo fatto mi infastidiva ma poi ho capito che è proprio qui la grandezza di questa incredibile band: la gente li conosce per le loro canzoni non per il loro aspetto o per le cronache scandalistiche. A mio parere questo dovrebbe essere lo scopo di ogni vero musicista: essere ricordato per la sua arte. Provenienti da quella incredibile fucina di talenti che è San Francisco i nostri proponevano una musica completamente agli antipodi rispetto agli standard del momento. Eravamo alla fine degli anni 60 in piena epopea psichedelica e questi 4 ragazzotti suonavano un rock scarno ed essenziale molto influenzato dal soul , dal blues,dal R&R anni 50 e dai suoni del bayou. La miscela del loro sound era abbastanza semplice, grande orecchiabilità, chitarre cariche di feeling e testi semplici ma evocativi, che davano vita a canzoni capaci di restare impresse fin dal primo ascolto ma non per questo di scarso valore. La band era composta da Doug Clifford (batteria), Stu Cook (basso) , Tom Fogerty (chitarra ritmica ) e da suo fratello l’indiscusso leader del gruppo il grande John Fogerty (voce e chitarra solista), autore della quasi totalità delle canzoni. La loro carriera effettiva è durata pochissimo, praticamente un paio d’anni, ma tra il 1968 e il 70 i CCR hanno tirato fuori ben 6 album che sono degli indiscussi capolavori. La lista dei loro successi è sterminata , praticamente ogni canzone era un possibile hit e forse per questo per molto tempo i nostri sono stati sottovalutati perché ritenuti una band troppo commerciale. La storia ha dato poi loro ragione e oggi sono tantissimi gli artisti che mettono la band californiana tra le loro maggiori fonti di ispirazione: possiamo tranquillamente affermare che tutto il movimento roots statunitense deve qualcosa a Fogerty e compagni. Scegliere un solo album dei CCR è davvero difficile, in questi casi si consiglia una raccolta ma io ho preferito parlarvi di questo “The Concert” disco dal vivo registrato all’ Oakland Coliseum il 31 gennaio del 1970. Questo album contiene molti dei grandi classici della band e la immortala nel suo momento di maggior successo permettendoci inoltre di apprezzare la grande carica live che li ha sempre contraddistinti. I 14 brani che compongono questo album sono tutti dei veri capisaldi del rock partendo dall’iniziale “Born on the Bayou”, con i suoi forti richiami alle atmosfere del delta e della Louisiana, passando per le intramontabili “Proud Mary” (che è forse il loro maggior successo) , “Who’ll Stop the Rain” e “Green River”canzoni che ancora oggi suonano fresche e attuali. Senza dimenticare comunque brani del valore di “Down on The Corner”, “Fortunate Son”, “Bad Moon Rising”e lo scatenato r&r di “Travelin’ Band”. La prestazione generale della band è davvero grande e su tutti spicca la strepitosa voce di Fogerty e suoi incendiari riff di chitarra.
Premesso che tutti i gli album ufficiali dei CCR nella formazione originale (cioè a parte il mediocre Mardi Grass) valgono la pena di essere acquistati, questo “The Concert” è a mio avviso il modo migliore per fare la conoscenza di questa fondamentale ed indimenticabile band. La musica dei Creedence è un modo meraviglioso per riavvicinarci al rock & roll più puro, quello senza tanti orpelli che colpisce dritto nel segno.