Chicks on Speed: We Don't Play Guitar

Stupire, Comunicare, Divertire.
E´ questo l´imperativo di Kiki Moorse (tedesca di Germania), Melissa Logan (Americana di New York) e Alex Murray-Leslie (Australiana), vera identità delle Chicks on speed che, vuoi la loro fama di imprevedibili performer, o il loro fascino di vamp del pop, vuoi il loro atteggiamento di trendy glamour girls o l´irresistibile “We don´t play guitars” vengono accolte a Roma da una platea abbondante e preparata.
Aperte da una loro protetta di cui non ci è dato sapere il nome, e visto lo spettacolo proposto (un´inconcludente mix di techno/pop/punk) meglio così salgono sul palco fedeli alla loro linea di CheapArt nei loro abiti di scena chiaramente da loro progettati e realizzati. E subito ritornano alla mente i Talking Heads di Little Creatues e la grafica dei Duran Duran di Medazzaland, David Byrne che fa parte della ciurma di Simon Le Bon sul vascello di Rio. Catalizzano l´attenzione per i loro colori sgargianti e fluorescenti, bombardamenti di giallo, fucsia bianco e arancione su un palco sporco e grigio sul quale campeggiano gli “strumenti”: un Mac, 2 pod pronti a tirare fuori il meglio e il peggio dell´electroclash, una drum machine, una loopstation e 2 immensi proiettori. Si capisce subito che a questo evento il termine “concerto” va più che stretto. E´ un happening, un party a cui manca solo Andy Warhol, una sfilata di moda in cui le modelle si ribellano e prendono il comando.
Partono forte e altrettanto forte risponde il pubblico, schiaffeggiato da basi elettroniche e da bassi che fanno saltare (anche per il volume). Le canzoni dell´ultimo 99 Cents e del precedente Monsters Rules the World vengono proposte in veste totalmente nuova, remixate sul momento e riarrangiate nei suoni e nei tempi tanto che nessuno distingue We don´t Play Guitars finchè non entra nel chorus e nessuno si accorge dell´inaspettata cover di She´s In Parties dei Bauhaus. Ma in fondo “chissenefrega”! Il sound è troppo travolgente, i loro coinvolgenti ritmi sono come un virus che si impossessa del pubblico rendendolo anche complice nelle loro pose/coreografie di puro richiamo Kraftwerk. 2 i bis proposti: il nuovo singolo Wordyrappinghood (cover dei Tom tom Club), e nuovamente We don´t play Guitars, in una veste più riconoscibile per far continuare la festa anche a show concluso.
Fashion rules!
  • Confermo quanto detto dal Vamp, gran concertone… mi son divertito da pazzi!! :asd: