The Blasters – The Blasters Live: Going Home

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

Tutto in un anno; nel 2003 i Blasters pubblicano “Trouble Bound” disco dal vivo che ne sancisce il ritorno sulle scene dopo quasi 20 anni, l’ultimo studio album “Hard Line” era del 1985, con la formazione originale. Ora nel 2004 un altro live album intitolato “The Blasters Live: Going Home” segna il nuovo, e probabilmente definitivo, ritiro dal mondo della musica. Il motivo di questa strana decisione resta un mistero e giunge abbastanza a sorpresa così come a sorpresa era giunto il disco della reunion di poco più di un anno fa. Probabilmente i nostri hanno capito che le cose non funzionavano più ed era inutile andare avanti. Certo è che a sentirli suonare non si direbbe proprio. Questo “Live Going Home” è un disco straripante di energia. I Fratelli Alvin, Phil e Lee, coadiuvati dai fidi Bill Bateman e John Bazz alla sezione ritmica, ci offrono un concerto pregno di grande musica. La loro formula incentrata su un rock & roll molto anni 50 con scariche di blues, punk californiano e roots music è sempre vincente. Anzi forse funziona meglio ora che siamo in pieno rock revival che nel 1980 quando i nostri pubblicarono il loro esordio discografico, il bellissimo “American Music”, sfoggiando il loro look da veri rockabilly con tanto di “banana” impomatata. Ora a quasi 25 anni di distanza la loro energia non è diminuita di nulla , basta ascoltare questo live per rendersi conto che i nostri dal vivo sono ancora dei performer eccezionali. Tra queste 16 canzoni troviamo molti dei loro successi del passato e qualche cover di lusso,inoltre ad arricchire il tutto un paio di ospiti d’eccezione come il bluesman Billy Boy Arnold e un grande della rockabilly music come Sonny Burgees a cui si aggiungono i The Calvanes & The Medallions, un combo doo-woop di grande efficacia che ci regalano strepitose versioni di “Help You Dream”, “Have Mercy Baby” e “One Bad Stud” canzoni che ci portano diretti in qualche spiaggia della California degli anni ’50. Tra le cose migliori del disco segnalo anche l’incendiario Chicago blues di “Wandering Eye” con l’armonica Billy Boy sugli scudi. Si tratta di uno di quei classici blues in SOL – SI culla falsa riga dei grandi successi di Muddy Waters tipo “Mannish Boy” , Baby Please Don’t Go” ecc. Grande anche lo scatenato rockabilly di “Red Headed Woman” con il vocione di Sonny Burgees a dettare legge e la sezione ritmica che pesta come un ossessa. Ma poi ci sono anche i grandi classici della band dei fratelli Alvin come la strepitosa “American Music” con Phil in forma straordinaria, “Border Radio” , “Marie Marie” egli undici conclusivi minuti di “Flip Flop & Fly” che diventa ben presto una irresistibile jam di commiato con tutti gli ospiti presenti sul palco..
Con i Blasters se ne va un pezzo di storia della musica rock, in questi giorni grigi ci sarebbe più che mai bisogna della loro sana voglia di divertirsi e divertire con il rock, quello vero che oggi sempre più in pochi sanno fare con la loro stessa genuinità ed energia.
PS: è disponibile anche la versione in dvd del concerto con qualche canzone in più e degli stralci di intervista in cui i nostri raccontano la loro storia.