Vannelli, Gino – The gist of the gemini

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Se c’è un disco che può rappresentare al meglio la definizione di “Rock-Sinfonico”, questo è The Gist of the Gemini di Gino Vannelli.
Dimenticate il cantante talentuoso ma sdolcinato degli anni più recenti; questo album, uscito nel 1976, è un raro esempio di vera e propria “Opera-Rock”. Non tanto per il tipo di strumentazione: qui non c’è orchestra: tastiere e sintetizzatori la fanno da padroni, ma per l’atmosfera generale del disco. Il disco è suddiviso in due facciate piuttosto differenti: la prima, più tradizionale, contiene 5 brani. La seconda, è (quasi) interamente dedicata ad una suite intitolata “War Suite”, suddivisa in 6 movimenti minori. Chiude l’album Summers of my life, una strepitosa canzone che riporta alle sonorità della prima facciata. E’ un album di straordinaria bellezza; si potrebbero usare molti aggettivi per descriverlo: epico, drammatico, sensuale, romantico. L’atmosfera generale del disco è a tinte scure, amare. I brani della prima parte,” “Gershwiniani”, jazzati, musicamente raffinatissimi, sono cantati in modo perfetto: la potenza vocale di Vannelli è devastante. Meravigliose “Ugly Man” e “Omens of love”: canzoni tragiche, notturne, barocche.
La mini-suite del secondo lato, dedicata alla guerra, è un capolavoro di musicalità, cantato, potenza musicale: momenti travolgenti si alternano a mini-brani + pacati. La tragicità della guerra viene descritta in modo perfetto, epico: ascoltate “To the War”…da brividi. Impossibile non pensare agli E.L.&P. più potenti ed oscuri, ma questo disco, forse la cosa più memorabile della lunga carriera di Vannelli, và giudicato a se stante: troppo particolare ed elegante.
Pietra miliare.