Non Voglio Che Clara – Hotel Tivoli

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“Hotel Tivoli” è un luogo dove il tempo si perde, dove ti guardi intorno e non riesci a capire che anno è, dove tutto è un po’ impolverato e dove, intorno a te, ci sono bellissime sedie a dondolo, antichi giradischi a manovella e vecchie foto sbiadite di occhi speranzosi e sguardi persi nel vuoto. I Non Voglio Che Clara allargano il loro bellissimo demo “Caffè Cortina” ampliandolo con tre semplici e lente canzoni per uscire con questo ricercato ep per Aiuola dischi. Sette tracce che sanno di antico e di ricordi passati, brani che richiamano alla memoria la grazia stilistica di artisti nostrani come Luigi Tenco e l’eleganza pop di Morrissey e degli Smiths.
Basterebbe solamente la raffinatezza delle note di pianoforte di “Quello con la telecamera” per comprendere l’incanto di questo gruppo, che cresce ogni secondo di più grazie agli arrangiamenti raffinati fatti di archi, violini e violoncelli e alle parole poetiche intrise di amori passati e illusi, di tenerezza e di vecchi sospiri. Scelta abbastanza coraggiosa è quella della cover de “L’ultima occasione” di Mina, decisione però che fa risaltare la tristezza della canzone rendendola molto personale, facendola scivolare lentamente su una base strumentale malinconica. Ottima la title track “Hotel Tivoli” che nel suo incalzare orchestrale è capace di incantare e commuovere con frasi come “..sai a volte mi sveglio e fingo che tu sia qui..”. La voce calda di Fabio De Min e il suono scarno della chitarra acustica rendono “I piani del sabato sera” un perfetto esemplare di quel cantautorato italiano di cui tanto possiamo vantarci, avvicinandosi al già citato Tenco o al più lento Paoli.
“Hotel Tivoli” è un disco avvolto da una tristezza d’altri tempi, capace di riportare alla luce ferite che si credevano scomparse, ma non per questo bisogna aver paura di ascoltare questo piccolo capolavoro di pop malinconico, anzi a volte è bello lasciarsi sopraffare dai ricordi e perdersi nelle note così intime e delicate dei Non Voglio Che Clara.