Wolfe – Delaware Crossing

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Questo 2005 è certamente un anno che gli appassionati di blues e soprattutto di rock blues ricorderanno a lungo. Praticamente non c’è mese in cui viene edito un disco degno di nota; tra esordi sensazionali (Albert Cummings), conferme (Joe Bonamassa) , capolavori (Sonny Landreth) e grandiosi ritorni (Hubert Sumlin)fino ad ora abbiamo avuto davvero pane i nostri denti. Fortunatamente questo periodo di grazia sembra non voler finire e a dimostrarlo ecco arrivare “Delaware Crossing” terzo album solista di Tod Wolfe che si presenta a noi con il moniker d di Wolfe. Il nostro però non è certo un ragazzino alle prime armi: alle spalle ha infatti oltre 10 anni di carriera, la maggior parte di questi passata come turnista di lusso. Tod si fa conoscere al grande pubblico nel 1993 quando è la chitarra solista nel disco di esordio di Sheryl Crow, quel “Tuesday Night Music Club” che a tutti resta a parer mio il suo lavoro migliore. Da allora la carriera di Tod è stata un susseguirsi di apparizioni per personaggi più o meno noti al grande pubblico fino a quando nel 2000 il nostro decide di intraprendere la carriera solista. I suoi primi due album sono dischi di solido rock-blues , tutto incentrato sulla sua chitarra davvero travolgente ma forse un pochino scontati. Ma come si sa sbagliando si impara e così Wolfe si ripresenta a noi con “Delaware Crossing” un album davvero sorprendente. Tod muta le coordinate del suo suono aggiungendo elementi di southern rock e fa il vero salto di qualità: E’ infatti abbastanza difficile ascoltare oggi un sound simile a quello di Wolfe, il suo è un blues rock a forti tinte southern e jam, perfetto mix tra Johnny Winter e la ABB, è infatti veloce e torrenziale come il primo e geniale e sorprendente come la seconda, capace di numeri funambolici alla chitarra e dotato di una voce roca e potente proprio come quella del grande albino in gioventù. Se proprio vogliamo collocarlo da qualche parte il nostro si avvicina forse più ai Gov’t Mule che alla ABB anche se rispetto alla band di Warren Haynes Wolfe si sposta decisamente di più su un southern rock di stampo classico mentre i muli hanno anche una certa componente psichedelico hendrixiana. Insomma resta il fatto che “Delaware Crossino”è una splendida boccata d’aria fresca, un disco solido come una roccia ma al tempo stesso vario e divertente, Grande merito lo ha sicuramente anche la band che supporta il leader, un gruppo di musicisti di prima grandezza che si impreziosisce ancora di più quando nella partita entra John Popper e la sua leggendaria armonica. Il leader (ex?) dei Blues Traveller compare in due brani, rispettivamente “Tumbling Down”, un rock blues granitico e devastante con un riff che entra subito nella mente, e l’opener “Stranger Blues” un torrido boogie blues elettrico con lievi accenti vaughaniani davvero irresistibile. Le cose migliori però Wolfe le fa vedere quando da libero sfogo alla sua voglia di jammare come in “Love Gone Bad” oltre 9 minuti di incredibile rock blues jammato con evoluzioni chitarristiche incredibili e una voce filtrata di hendrixiana memoria, strepitosa poi il finale una jam devastante che dal vivo farà sicuramente la gioia degli spettatori, roba che oggi solo i Muli sanno fare, e scusate se è poco. Fenomenale anche “Wolfe Jam” registrata da vivo e che dichiara apertamente l’amore di Wolfe per la Allman Bros, fortissimi sono infatti i richiami a Jessica o a Mountain Jam, ma attenzione non si tratta di una mera copia: Tod ha nel DNA questo sound e questa canzone è davvero in grado di riproporre la magia di un tempo che ora ci appare davvero meno lontano.. Ma non è ancora finita! C’è anche l’hard blues di “No Return, No Exchange” con uno splendido gioco di chitarre elettriche ed acustiche un ritornello davvero killer e soprattutto la ballatona “One Lost Love” con la chitarra acustica che sorregge la voce sofferta e coinvolgente di Wolfe che si dimostra autore (tolte un paio di cover i brani sono tutti scritti da lui) e interprete di grande livello. Bene ragazzi non mi resta molto altro da aggiungere, avrete sicuramente capito che “Delaware Crossing “ mi ha davvero entusiasmato, per cui bando alla ciance, se amate il southern rock, le atmosfere calde la musica suonata con il cuore in mano e il coltello tra i denti Wolfe fa sicuramente al caso vostro.