Mr Henry tra Varese e il Mississipi

  • Prima di tutto chi è Mr. Henry e dove nasce il suo progetto musicale?
  • Quando mi chiedono “ah ma tu sei Mr. Henry?” io rispondo “No, è Mr. Henry che è me!”.
    In realtà Mr. Henry non esiste!
    Il suo progetto musicale? E’ nato per necessità, essere liberi di suonare quello che si vuole, quando si vuole, come si vuole, senza dover discutere qualunque minima stupidata con altre 3 o 4 persone …
  • Ascoltando “Mr henry & the hot rats” si resta rapiti dalla
    capacità di cambiare tra lento e veloce senza mai pesare
    sull’ascoltatore. Pur se le canzoni sono molto diverse lo trovo un disco
    molto unitario ma indefinibile: secondo te che ne sei autore come può
    essere “raccontato” questo album?
  • Anzitutto lo definirei un album di rock moderno (quindi con elementi
    elettronici al suo interno) con influenze blues e folk, questo per stare
    nelle definizioni più classiche, se poi ci si volesse sbizzarrire allora
    potremmo anche dire che si tratta di un disco sporco, arrabbiato e dolce
    allo stesso tempo, che guarda alla forma canzone classica ma che tenta
    di superarne il concetto, un disco in egual misura suonato ed editato,
    contraddittorio ma unitario perché è tutto suonato con lo stesso
    spirito, sia le ballate che i pezzi più acidi o tirati.
  • Quali sono le influenze musicali che più hanno pesato nella sua stesura?
  • Gran parte dei pezzi erano stati scritti prima che usicsse il mio primo disco, diciamo 5 o 6 anni fa… onestamente non mi ricordo bene cosa ascoltavo allora e cosa possa avere influenzato la scrittura.
    In realtà la cosa più importante non è stata la scrittura quanto la produzione, in questo senso l’influenza più importante sono stati gli Hot Rats!
    Ho riplasmato i brani in previsione dei concerti ed in collaborazione di Francesco e Paolo e poi in fase di registrazione abbiamo registrato i brani in cui suonano gli Hot Rats esattamente come li facevamo dal vivo.
    Per gli altri brani invece, quelli che ho registrato a casa da solo, l’influenza maggiore è stata il computer, senza la possibilità di campionare e loopare, di filtrare ecc ecc il disco sarebbe stato mooolto diverso.
    Se vuoi che ti faccia dei nomi che mi hanno ispirato durante la lavorazione, bhe, allora la lista si fa veramente lunga e a parte Tom
    Waits e Frank Zappa che nomino sempre, posso dirti: Old Time Relijun, Shellac, White Stripes, Captain Beefheart, Jon
    Spencer, Edgard Varese, The The, Springsteen, Bob Dylan, Wilco, Death in
    June, John Martyn, Janis Joplin, Chet Baker, Charlie Mingus, Tortoise ecc ecc ecc
  • Come nasce il sodalizio con l’etichetta Suiteside?
  • Nella maniera più semplice, io ho spedito il Demo e Monica mi ha chiamato per dirmi che le era piaciuto.
  • “Mr henry and the hot rats”, disco perfetto da ascoltare mentre si beve e si chiacchiera con gli amici secondo me. Giochiamo a fare gli architetti: qual è secondo te il luogo migliore per metterlo nello stereo?
  • Sono indeciso tra un porto abbondonato con il sole a picco, immerso nel bianco e nel cemento, senza neanche una formica in giro,
    e una macchina, meglio se un “vecchio macinino” su una strada provinciale un po’ scassata alle 3 di notte.
    Ovviamente in etrambi i casi bisogna essere soli o al massimo con il proprio cane.
  • Il tuo album secondo me suona molto “straniero”; si potrebbe
    pensare tranquillamente che tu venga da qualche città afosa americana, e
    invece sei di Varese. Come il tuo blues elettronico e strampalato si
    lega alla tua terra d’origine? Il varesotto come il Mississipi?
  • Si il varesotto per certi aspetti è come il Missisipi, stessa umidità, stessa miriade di paesini di provincia immersi nel nulla, invece delle paludi abbiamo i laghi, ma più o meno siamo là… credo che la mia
    musica sia legata a Varese perché è una risposta alla sua apatia.

  • Per finire, quali sono ora i tuoi progetti per il futuro?
  • Intanto incidere i nuovi pezzi, che, inutile dirlo, saranno ancora diversi.
    Questa volta, sarà ancora più grezzo e ci sarà del blues sui generis misto ad industrial, elettronica e folk apocalittico.
    Ho anche cominciato a suonare un po’ di musica sperimentale con Alan degli Hormiga
    e sto lavorando a cose totalmente elettroniche abbastanza strane…