Nile – Annihilation of the Wicked

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

‘Annihilation of the Wicked’ è un disco a suo modo immenso e stupefacente. Il fatto è che quando si possiede un background brutal-grind e lo si ibrida ad una solida base death con una maestria e naturalezza impensabili, dovrà pur succedere qualcosa, nel bene o nel male. Va rimarcato a dovere che i Nile si elevano almeno due spanne sopra il livello dei loro più illustri (finora) progenitori (Cannibal Corpse e Napalm Death su tutti), anche e soprattutto per merito di una tecnica strumentale allibente: una batteria a dir poco pazzesca (farebbe invidia ad una drum machine e fa pensare ad un George Kollias con dei pistoni idraulici in funzione degli arti), supportata da un chitarrismo frenetico e compulsivo, di un’originalità impensabile per un genere da sempre così “ottuso”. Poi ci sono le canzoni a parlare, dalle corazzate spaccaossa di “Cast Down the Heretic” e “Sacrifice Unto Sebek” fino al mostruoso crescendo della title-track; passando per la sorprendente elasticità ritmica della pseudo-melodica “Lashed to the Slave Stick” (nel booklet Sanders denuncia frequenti tendiniti durante la sua registrazione: rende l’idea?) e ancor più attraverso l’approccio spiazzante dell’eccezionale mid-tempo (termine da prendere con le pinze in un contesto del genere) di “User Maat Ra”. L’egitto e le sue divinità, gli schiavi e le torture, i morti e le loro maledizioni aleggiano di nuovo minacciose in questo nuovo capitolo della saga epica dei Nile, per un risultato non certo fruibile da tutti, ma di tutto rispetto. Dietro ad un‘opera del genere non può che celarsi infatti una grande passione e abnegazione (pensate solo quanti tomi egizi Sanders si sia dovuto spulciare) e non solo per la musica: i Nile stupiscono, vanno oltre i confini di un genere che rasenta ormai l’obsoleto, hanno furia da vendere e vecchie leggende da raccontare, oltre ad una spiccata tendenza all’innovazione. Ora, non vi dico di buttarvi ad occhi chiusi su ‘Annihilation of the Wicked’, ma se siete dei cultori della scena metal estrema, direi che vi si para dinnanzi una scelta obbligata.