Faust: La fine del XXI secolo

Ieri sera sono stato al concerto dei Faust. Per chi non li conosce, sono un gruppo storico di quello che viene chiamato Kraut rock, insieme a Embryo o ai più conosciuti Einstuerzende Neubauten. Anche se con cambiamenti di organico, sono in giro da un sacco di tempo. Nelle loro file ora milita anche l'amico Amaury Cambuzat (Ulan Bator, Cargo Cult, Silver Static, Analphabet City). Unica data italiana, per questa formazione. Sul palco tutti gli ingredienti per uno spettacolo di Arte Moderna, Post Industriale, del XXI secolo. Una betoniera amplificata, che il povero Amuary farà andare avanti e indietro per il palco ottenendo dei suoni inquietanti, una enorme ruota dentata di quelle delle seghe circolari delle falegnamerie, che verrà violentata da Zappy, con una fresa. Lamiere appese a fare da gong, un bidone con dentro di tutto, e anche un asse da stiro, con la quale provocatoriamente verrà stirata la maglietta di uno spettatore, tra i risolini del pubblico. In tutto questo anche chitarre tastiere batterie e basso, a chiudere il cerchio. Per quasi due ore i nostri ci hanno allietato con le loro trovate sonore, trombe mischiate a frese e batterie elettroniche, trapani che violentano bidoni, chitarre lanciate in aria e prese a calci lasciandole in feedback paurosi. Non dimenticando comunque tra tutte queste cose, vi erano testi interessanti, messaggi urlati a gran voce da Peron, melodie magari inconsuete per orecchie abituate ai quattro quarti della forma canzone tipica, ma ben congeniati, ben studiati, elaborati, fino al travolgente finale dove tra lanci di fumogeni, televisori distrutti a colpi di martellate da Peron, il quale si strappa letteralmente i vestiti di dosso rimanendo tra l'incredulità dei presenti completamente nudo a percuotere il basso, si conclude quello che non è solo un concerto, ma la rappresentazione di una civiltà, la nostra, con i suoi rumori, i suoi dolori, le sue pazzie, le sue alienazioni. Un opera d'arte. Uno spettacolo davvero entusiasmente, psichedelico, lisergico in qualche maniera, sicuramente non il solito concertino di musica rock. Arte Moderna. Come al solito gli zelanti signori che gestiscono il posto, si sono lamentati per il finale, sembra non abbiano gradito l'accensione dei fumogeni, o forse le nudità del performer, di sicuro assistere alle lamentele di questi zelanti signori proccupati più della forma che della sostanza, è bastato aprire le porte e il fumo nel giro di pochi secondi era sparito, non è stato un finale degno della serata. Siamo proprio un paese senza più coraggio. Due parole per il gruppo di supporto. I Melloncek, nuovo progetto di Andrea Castelli, con il loro misto di rock, free jazz, progressive anni 70. Avevo già avuto modo di sentirli qualche tempo fà al Bloom. Davvero bravi anche se hanno praticamente suonato tra l'indifferenza generale. Progetto molto interessante, anche qui sonorità un pò difficili da digerire, lontane dalla classicità, ma che vale la pena ascoltare, idee molto valide di nuove strutture sonore. E' stata una bella serata, gratuita per di più, che mi ha dato stimoli per nuove cose da fare. Mentre scrivo queste righe in sottofondo vanno i Faust, negli occhi le immagini di ieri sera, i fumogeni arancioni e bianchi, le televisioni che saltano via a pezzi, la betoniera, la chitarra lanciata per aria, le scintille della fresa sulla lama circolare, i tubi di ferro. Una fotografia della nostra civiltà. Del nostro malessere.

  • ottima recensione di un evento che sicuramente è stato unico!

    p.s. il post-funk-rock dei melloncek merita un ascolto ;)

  • grandi faust, grandissimi.

  • gli einsturzende neubauten krautrock?
    mannaggialamadonna

  • in riferimento all'ultimo commento in ordine di tempo…era proprio necessario tirare in ballo dio per commentare?
    Gli Einsturzende cosa sono per te?
    Cos'è il Kraut Rock per te?
    sarebbe stato più utile a tutti che tu mettessi il significato di ciò anzichè nasconderti dietro un gratuita e fuori luogo bestemmia.
    I miei più rispettosi e calorosi saluti.