Wu Ming 1

SCRITTORE – 25 – 09 – 2006

Red Hot Chili Peppers, "Stadium Arcadium" – Per citare Wu Ming 5, "a questi non gli si può proprio dire un
cazzo". Sono nel loro momento d’oro, hanno superato tutte le
difficoltà come band, si vede bene che sono in rilassata armonia l’uno
con l’altro, il linguaggio del corpo di Kiedis è inequivoco, Flea
sembra Zidane contro il Brasile, il sorriso di Frusciante è quello di
un uomo felice di quel che fa. Sul video di "Tell Me Baby", tenero e
democratico, orizzontale e senza alcun barlume di cinismo né presa per
il culo dei "falliti", ci sarebbe da scrivere una dissertazione.
Bravi, non gli si può proprio dire un cazzo. E mia figlia, che ha solo
sedici mesi, ne va pazza, si beve ogni loro video in streaming da
Youtube, canticchia l’intro di "Tell Me Baby" e batte la mani a tempo!
AA.VV., "Strength Thru Oi!" – La compila "maledetta" per eccellenza, con quel cazzone di Nicky
Crane a petto nudo in copertina, e gruppi di paria come i 4-Skins (i "Quattro Skin", ma anche "i Prepuzii"), lo spoken word di Garry
Johnson (il più pesante accento cockney mai finito su nastro) e le
note di copertina di Gary Bushell: "Vado fiero di quest’album. E vado
fiero dell’aver detto la verità sull’Oi! quando la merda colpì il
ventilatore nel 1981 e per tutti gli anni a venire, anche se la
sinistra borghese mi ha etichettato come nazi e vengo chiamato
comunista dai veri nazi, che mi aggredirono al 100 Club e pubblicarono
l’indirizzo di casa mia sui loro fogliacci pieni d’odio. Fuck them
all.
The Doors, "L.A. Woman" – Ascoltare "Hyacynth House" nell’iPod, di notte, camminando per strade
di periferie. Null’altro da aggiungere. Morrison, per dirla con Lester
Bangs, era "un idiota fatto e finito", ma siccome è morto non corro il
rischio di averci a che fare personalmente. Lo ascolto senza pensieri.
Lello Voce, "Fast Blood" – Questo l’ho presentato a Bologna, quand’è uscito, facendo
un’introduzione in versi. Che è qui:
http://www.lellovoce.it/article.php3?id_article=390
Jerrinez & Mazzon/Cumar, "Live 2005" – Me l’hanno spedito, l’ho ascoltato e riascoltato e tuttora lo
ascolto, ho pure spedito un commento, che compare su jerrinez.it:
Il cd mi è piaciuto e tuttora mi piace. Il connubio mi sembra felice.
L’ho ascoltato già due-tre volte nell’iPod, in viaggio, e ogni volta
colgo diverse sfumature, e mi vengono in mente svariate cose. Tromba e
trombone usati in quel modo mi fanno pensare ad altre band che magari
non c’entrano nulla, anzi, sicuramente non c’entrano, ma quando la
musica ti porta a libere associazioni, a passaggi in dimensioni
parallele, vuol dire che funziona. Non intendo dire che "suonate come
Tizio o come Caio": parlo di musica *evocativa*, non "derivativa". Se
la musica evoca, funziona. Ad esempio, dopo avere ascoltato voi mi è
venuta voglia di ascoltare "Forever Changes" dei Love (che poi, a
rigore, non erano loro a suonare, perché troppo strafatti: quelli che
si sentono nell’album sono quasi sempre dei session men), segnatamente"A House Is Not A Motel". E forse qualcosa c’entrano, i Love, visto
che i Jerrinez rivendicano una vena "californiana". Poi, rimbalzando
di qua e di là, sono arrivato a Primus e Splatterpink. Il testo di"Settimo" è molto ben scritto, con tutti quei versi sdruccioli. Sono
di dieci sillabe ma vanno considerati novenari, perché nella metrica
italiana l’accento cade sempre sulla penultima sillaba. Se cade sulla
terzultima è come se l’ultima fosse muta. Tecnicamente, sono novenari"trocaici", cioè hanno l’accento sulla terza e sull’ottava sillaba:
"im-per-vèr-sa-no-ri-tior-già-sti-(ci)". E’ il metro di certa poesia
giullaresca. Mi piace il modo in cui il testo viene urlato/salmodiato.
Ragion per cui, grazie di averlo spedito.
Kraftwerk, "Minimum-Maximum" – Doppio cd live. Me l’ha regalato Giuseppe Genna. I’m the operator
with my pocket calculator. Chi se le ricorda le prime calcolatrici,
grandi più di un odierno palmare, grosse, con lo schermo nero e i
numeri verdi?
Arpioni, "Malacabeza" – La mia bimba mi passa il cd e mi fa segno di metterlo nello stereo,
poi si mette a ballare! Ha sedici mesi!
Rappresaglia, "Sopravvissuti" – Colonne portanti del punk italiano dagli anni Ottanta a oggi. Me li
ricordo da quand’ero sbarbo. Album bello potente. In copyleft.
Ghetto 84, "A denti stretti" – Una band bolognese che meritava maggiore notorietà. Questo cd è del
’95. Rude è il grande "negro bianco" del punk stradaiolo italiano, un
Fausto Leali ruvido, incazzato nero, antifascista. "Se noi siamo
feccia / voi facce di cazzo / viva la feccia!"
Os Replicantes, "Os Replicantes" – Storica punk band di Porto Alegre, questa è una raccolta del 2002 coi
loro venti pezzi più famosi. Il testo di "Festa punk" fa così:
" Quero uma festa que não tenha STONES / Gosto muito deles, mas quero
os RAMONES / Quero uma festa que não tenha BEATLES / Se é pra recordar
prefiro SEX PISTOLS / Quero uma festa punk! / Quero uma festa punk! /
Quero uma festa em que eu possa dançar / Clash, Undertones e GBH /
Discharge no banheiro, Exploited na cozinha / Conflict na escada e
Vibrators no sofá / Quero uma festa punk! / Quero uma festa punk! /
Quero uma festa com os KENNEDYS / Eles é que sabem o que é Hard-core /
Depois pra esfriar, pra afastar os junkies / Poguear um monte ouvindo
Circle Jerks / Quero uma festa punk!"