Zu fest: Zu, The Ex, C.Bozulich & Hrsta

Ci sono concerti che non finiscono quando i musicisti scendono dal palco, concerti che continuano a vivere non solo dentro la testa, restano in tutto il corpo, riescono ad essere qualcosa di viscerale dentro di te per giorni, a volte per mesi, in rarissimi casi anche per anni. Ieri sera ho assistito a uno di quei concerti. Le porte dello Zu fest genovese si aprono con i canadesi Hrsta, costola dei Godspeed you black emperor che nasce dal genio del chitarrista Mike Moya. Il trio parte noiseggiando per poi deliziare il folto pubblico presente con un concerto totalmente convincente che unisce inni quasi epici a schitarrate del post-rock più psichedelico e sonorità particolari date da strumenti tradizionali. Non fatico ad ammettere di essere stato avvolto perfettamente dalla loro musica, come in calda ovatta, e tra “..and we climb” e la conclusiva, magnifica, “Swallow's tail” la loro esibizione non può che ripagare abbondantemente le mie più rosse aspettative sulla loro esibizione. Se il suo “Evangelista” non mi ha mai convinto fino in fondo, dal vivo Carla Bozulich ha l'effetto contrario sin dai primi minuti, quando sale sul palco traballante devastando letteralmente un piccolo tamburo prendendolo a mazzate. La musica che l'accompagna sarà pure ostica, ma lei è un'interprete fenomenale, con una voce incredibile accompagnata a una presenza scenica stratosferica. Tra la folle nevrosi della sua esibizione e i suoi testi macabri stende come un velo di buio sul pubblico, buio che però riesce ad essere veramente affascinante, staccarle gli occhi di dosso, levare l'attenzione dalla sua voce è un'impresa senza possibilità di riuscita. Le sue canzoni tra il cantautorato più deviato e le musiche che arrivano in certi punti a toccare la cacofonia non possono però non ipnotizzare lo spettatore, pur mettendolo in uno stato quasi ansioso, particolarmente quando a suonare è tutta la band, perde un po' di magia nelle parti in solitaria. Una delle migliori performance che io abbia visto e sentito ultimamente, e sinceramente non me l'aspettavo. Veramente una bella sorpresa. Un vero e proprio boato accoglie sul palco gli Zu, tra tante stelle della musica impegnata internazionale gli unici italiani sono anche quelli più attesi dal numeroso pubblico, ma la cosa non mi sorprende minimamente dato il gruppo il questione. Del resto il trio romano è una sicurezza, e anche ieri sera non si sono certo smentiti. Un'esibizione di genio puro, incazzosa, grintosissima, sempre imprevedibile nella versatilità delle loro canzoni. Gli Zu sono come un fortissimo centravanti che tira miriadi di pallonate verso la porta avversaria facendo anche un numero impressionante di gol. Una vera e propria esplosione musicale che dalla perfezione del basso, dagli inserimenti sempre perfetti del sassofono e dalla versatilità della batteria non può che coinvolgere l'intera platea. Certo, un piccolo teatro genovese rischia la demolizione, e sentire un concerto simile da seduti è quasi un delitto, ma sinceramente gli Zu li sentirei volentieri esaltandomi in qualsiasi posto e situazione. Dai The Ex mi potevo aspettare qualsiasi cosa, date le varie mutazioni della loro musica. Il loro concerto è stato, in poche parole, una lezione completa su cosa voglia dire suonare punk-rock. Vedere questi quattro artisti (mancava la bassista), magari un po' attempati, ma ancora strapieni di energia non solo nella musica, ma anche nel modo di eseguirla, è una gioia per il cuore. La loro esibizione è stata coinvolgente, impeccabile, una lama di suoni nel costato degli spettatori, un muro sonoro indistruttibile costruito a colpi di chitarre rumorose ma mai fuori posto, parti di cantato essenziali e tuoni di batteria. Mi spiace essermi perso l'esibizione del musicista etiope Mohammed Jimmy Mohammed, ma l'ora iniziava a essere eccessivamente tarda per un lunedì sera da pseudo-lavoratore. Nonostante questo non posso che essere totalmente soddisfatto per questa scorpacciata di musica dal vivo di altissimo livello eseguita da gruppi fantastici. Un concerto che continuerò a vivere e a sentire per parecchio tempo.

Foto a cura di Anna Positano:
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