Babilona #4

Da Produzioni Pezzente a Nuova Musica Rurale; è il percorso che si snoda attraverso il lavoro di Marino Josè Malagnino, un percorso programmatico che si svela già attraverso la sua stessa ragione sociale, che di primo acchitto riporta alla memoria esperimenti lo-fi e casalinghi e storie di folk music e quant’altro.
Invece le cose non stanno veramente così. Perché se di folk si parla è lo stesso termine ormai perfettamente trasversale che molti hanno individuato nella scena dell’Anticon ai massimi vertici espressivi all’alba del duemila, un percorso musicale che adottò il nominativo per ri-designare le coordinate della “loro” propria musica, quella che insegue ed incide il nuovo millennio. Ma siamo ancora fuori strada, se non che il folk inteso come raggruppamento sociale, manifesto di un’individualità creativa, si esprime attraverso la comunità, i gesti, il presente, l’oggi, al di là della musica cosìdetta imposta e autoimposta. « .. prendi la radio (e le sue onde invisibili); entra di prepotenza in tutte le case senza abbattere i muri ma semplicemente trapassandoli questo e’ spaventoso… non hai idea di quante malattie ci stiam prendendo solamente restando fermi..se oggi la gente non arriva a fine mese dovrebbe esserci della musica che rispecchi questo invece tale musica manca, anzi: i testi, e le musiche, da radio sono dei ritornelli bubble-gum che letteralmente IGNORANO la vita sociale e quotidiana reale della gente, il massimo del drammatico che ci propongono sono delle canzoni d’amor perduto adolescenziali mentre la maggioranza sono stornelli perloppiù festosi… per quale motivo? per sedarci… è praticalmente uguale a quando si è al supermercato e c’è la musica di fondo che ti invoglia ad acquistare, qui invece sei a casa tua e ti invitano ad esser calmo…. mentre l’industria ti acquista. La realtà è che noi siamo un prodotto per il mercato.»

A questo punto ’Ghirigori’ ci viene in aiuto, raccolta di registrazioni a cura di OvO, Opus Avantra, Massimo Aiello, Ioioi, Sig Sapio e Jacopo Andreini date in pasto a bambini delle elementari « All’epoca non avevo quasi idea di cosa fosse il free, il noise e blablabla quindi volevo un disco che suonasse come… quel qualcosa che non avevo sentito… quindi a tutti ho detto “non si suona chitarra, basso e batteria assieme, non si canta in inglese, non ci si da un nome in inglese e se si registra con la voce questa non deve esser a livelli di volume troppo alta rispetto agli altri strumenti”… toglievo così i vari elementi chiave e subito riconoscibili della musica radiofonica… i bambini non han riconosciuto questa come musica: cosa ne pensi? Quando iniziaranno a suonare e presumibilmente formeranno un gruppo “punk”….o “jazz”…. qualche cazzo di cosa etichettabile… sara’ stata una loro scelta?»
Il passo è breve: potete divertirvi a leggere sul sito le considerazioni dei bimbi davanti a suoni non facilmente ricollegabili a quella che Malagnino ci dice essere una realtà alterata (da radio e industria). « Il discorso è complesso. Musica non è solo suono. E’ senso religioso, è architettura, è economia, è socialità… politica… è una di quelle varie verità non vere… come tutte… una verità un po’ falsa che però quantomeno mi rasserena. Quel che ci hanno tolto (l’industria) è la comunicazione. Io invito la gente a comunicare.»

Folk o pop comunemente intesi diventano solo questione
nominale, poiché creare
la musica per Nuova Musica Rurale diventa anche gesto comunicativo. E’ su questa premessa che l’etichetta riallaccia i rapporti con una particolare forma di distribuzione: il baratto. «Barattare e’ un gesto che con l’aria che tira, sembra qualcosa di intimo…e’ qualcosa di umano, di logico….eppure la gente e’ arrivata a guardarlo con diffidenza» ci dice Malagnino durante l’intervista « .. non mi par d’aver la casa invasa da pacchi e pacchetti; la gente è più propensa a scambiare il proprio danaro con un altro oggetto. Cosa credi sia lo scambio merci per mezzo del danaro? Un baratto. Allora perché scambiarsi un peperoncino dovrebbe far cotanto schifo?»
Da qui cominciano ad uscire nuovi lavori, sempre più manifesto di un’idea che va via via definendosi a pari passo. ’Alemon’ si presenta come un manuale primitivista sulla musica rurale, come creare partendo dal rumore presente, in questo caso nessuna civilità industriale ma un tornio da ceramica. Il lavoro in sé è un’opera d’assemblamento di field recordings grezzi e rumorosi, rappresentazione estrema dell’atto del lavoro da una parte e riappropriazione dei propri gesti dall’altra. Allo stesso modo, uno come Davide Riccio – giornalista, pedagogo, scrittore – assalta il pop e intitola e pubblica ’Suonerie D’Autore’, ‘Poesia Con Creta’ e ‘Musica Per NO Film’ (quest’ultimo assieme a Luca Pagani e lo stesso Malagnino); diventa arte funzionale, ovvero musiche da scaricare sul cellulare: Riccio prende in prestito i modi d’ascolto della contemporaneità e li piega al suo volere, in un’operazione pop che non può non ricordare in qualche modo le provocazioni del Dadaismo Duchampiano. Poesia concreta come poesia con-creta, come multisfaccettatura di un messaggio che oggi diventa globale, Riccio gioca a fondere insieme l’atto poetico con i sensi, che siano parole, suoni, memorie e divertimento, gioca a ribaltare una musica rendendola meltin pot e quindi disponibile a chiunque in maniera divertita.

Da qui l’intenzione di Nuova Musica Rurale si aggiunge di significati: ci
si vuole riapproprire del pop in quanto “popoular”, in quanto reale e
quantomeno gesto politico. Il resto è finzione. « Vogliono emulare l’America e si rendono ridicoli. Il loro souno non rispecchia l’ambiente in cui vivono. Ne tantomeno può far trasparire un paesaggio che mai hanno visto.» E’ da queste premesse che Malagnino pubblica “POP”. « Pop rispecchia il nostro quotidiano. Quel disco è triste, è grottesco… è il riassunto delle nostre giornate.
Parte con me che mi lavo sotto la doccia (Mr.Brace e Lompa han microfonato per l’occasione il bagno) e finisce con dei tergicristalli che tengono il tempo; canto assieme a dei cellulari. Tutti possegono un telefono in tasca. Anche lì, grande invenzione: la prima cosa da fare per poter vender un prodotto in questo mercato è far intuire che questo sia indispensabile. Oggi anche i bimbi a cinque anni hanno un cellulare. Perché? Perché è nata la preseunzione di dover esser necessariamente rintracciabili! A me il disco sembra molto POP, nel senso più comune del termine, nonchè anche nel senso più contemporaneo: suoni quotidiani, realtà, non-finzione. Invece la maggioranza dei gruppi chitarra basso e batteria sono delle finzioni.»
. Il passo è assolutamente breve, e diamo l’occasione a Malagnino a questo punto di esplicare i concetti che animano il suo lavoro e che sottendono l’intera operazione della creazione di musica Rurale.
«Gli stereotipi servono al mercato non alle persone. E’ molto più facile vender dei prodotti se il settore da soddisfare si puo’ arginare/etichettare: ecco perché ti ritrovi tre miliardi di gruppi “punk” alla Sex Pistols…
i gadget relativi, quali anche il vestiario non è un esigenza comune: è un esigenza dell’industria e ancor prima delle banche. Se l’industria fa soldi significa che la banca dovrà stamparne tanti altri da indebitare poi al popolo… claro dov’è il neo che nessuno vuol dire sul reale motivo dell’esistenza del capitalismo? In breve: lo Stato, ogni anno, tramite la finanziaria chiede alla banca un tot di soldi quindi le banche (in questi anni la Banca Centrale Europea) stampano il danaro chiesto e LO PRESTA allo Stato. Oggi gli interessi salgono al 3.75% (l’intervista risale a maggio-giugno) e teniamo presente che dal 1971 le risorse auree non esistono più, quindi il fatto che i soldi siano rapportati ad oro sono fandonie. Con oltre due milioni di miliardi in giro per il globo quanto oro credi servirebbe? Vi invito a leggervi il SEBC: è questo il protocollo che indica come i soldi euro debbano esser gestiti; lì dice che le banconote sono garantite da altra carta(art.28.1)… altre banconote… altro che oro…. quindi BCE spende 0.3cent per stampare un taglio, che sia 5E o 100E non ha importanza. Quando tu a fine mese percepisci 800 euro, ammesso che lo stipendio ti arrivi in mano e non in banca,
e chessò, che questo sia formato da quattro pezzi di 200E, la banca avrà speso 1.20 euro per stampare quella roba.. ma a te presta 800 euro. E vuole indietro pure gli interessi. La cosa peggiore
è che la gente vive e lavora per pagare il costo (nominale) del proprio danaro. Quello avuto a fine mese era un prestito lo ricordo… e mese dopo deve esser dato addietro….più gli intressi. Ma la gente vive mediamente quattro ore al giorno: 8h per dormire, 8h di lavoro, 2h per mangiare e lavarsi, 4h per “vivere”(tendenzialmente davanti alla tv)… e un 2h spesi a far la strada fra andare e venire a lavoro -anche se detto fra noi la maggioranza fa straordinari non pagati- , poi la gente arriva ad indebitarsi con grande contentezza delle banche che dovranno stampare tante altre banconote.
Sai quando si dice “cosa non si fa per i soldi”; è una frase che mi fa riflettere e basterebbe dedicarci cinque minuti per capire una verità ovvia: i soldi non sono dei frutti… insomma c’è qualcuno che deve stamparli quindi “cosa non si fa per i soldi” se non c’e’ qualcuno che li stampa… non è che io invado il tuo giardino per i soldi… lo invado per i tuoi ortaggi! Per esser brevi: le guerre si fanno per commissione. Ti direi anche che per piantare della banane in Africa bisogna pagare una tassa (una sorta di Siae) sui semini modificati che usano le fabbriche. Tanti tanti mila dollari…ce li hai? No? Allora muori.»

Ma l’etichetta e Marino non si fermano certo qui: se è un inno alla presa di coscienza quello che infine si prefiggono (e non a caso sul sito nella sezione degli strumenti autocostruiti si può leggere una frase come “lode all’errore. Purché individuale. Lode all’errore cosciente perché diviene esatto e rispettoso quando conoscendo se stesso saprà darsi delle regole. Ritrova te stesso fuori dall’iconografica generale.”) non può fermarsi solo alla mera pubblicazione d’album, perché qualcuno a questo punto insegna che il mezzo è il messaggio. Scartabellando le varie sezioni ci si imbatte prima di tutto nella sezione degli strumenti autocostruiti (da cui si può scaricare tutto), una scelta che non può non ricordare Harry Partch e la sua poetica del self made. Ma le direzioni intrapese sono diverse, perché qui ci si trova davanti a puro pop, puro gioco di cui fa parte il jewel-pop di Marco Bucci (ovvero musica fatta con le custodie di cd, divertente sguardo sulla musica prima della musica), Jacopo Andreini e il suo clarinettosupercontrabbasso, Davido Riccio con ’Avaria Nello Spazio’ (che continene nel suo essere i semi della polemica contro il decadimento della cultura attraverso il decadimento dei nuovi supporti digitali, in cui viene suonato un supporto digitale ormai vecchio che il lettore cd non legge piu’), Quattro e Il Cartolaio di Francia, ovvero Stimmung Blend e Larsen Lombriki più Luca Miti alle prese con generatori di suoni ricavati da circuito di registratore a cassette, ventaglio cinese, bullone e dado di traversina ferroviaria, magnete, radiolina cinese a transistor e pupazzi di gomma con fischietto inseriti in un contenitore cilindrico di metallo e molto altro.
C’e’ poi il Progetto Telematico (un progetto che si sviluppa solamente online) e Dislessici (ovvero un laboratorio musicale indirizzato ai bambini e alla decodifizione della musica sperimentale) a completare un quadro che nella sua interezza è pressochè sconvolgente per la mole di idee. Ancora in questo caso lasciamo a Malagnino la possibilità di spiegare di cosa stiamo trattando: «il Progetto Telematico è l’altra parte di me, quella che dice “mi manca un disco in casa… ora provo a farlo”. E mica c’ho i soldi per acquistare tutto quel che voglio quindi faccio di necessita virtù: contatto della gente, la assemblo, la dirigo come regia esterna, il tutto poi suona più o meno come qualcosa che avevo in testa. Oggi con internet tutti voglion collaborare (guarda myspace) ma quasi a nessuno frega un cazzo di quel che fa l’altro. E’ in giro una tendenza subdola allo scambio di link. Allora ho detto “OK facciamo un gruppo reale di questo mondo virtuale dove ognuno aggiunge non tanto le sue note ma la sua attitudine”. Non sanno cosa io chiedo all’altro, non san nemmeno chi sarà l’altro. Orchestro il tutto in oscurità: è molto più bello, serve magia porca miseria, magia! Col progetto Dislessici ho esposto dei quadri sonori all’ Itinerario Festival di Cesena in giugno. La musica improvvista o la musica fatta da non musicisti ha un deficit: non è scrivibile. Ho pensato allora di utilizzare vocali colori linee e punti per scrivere delle melodie semplici, come promemoria… Per quanto riguarda laboratori d’improvvisazione struttura coi bambini ne ho tentato una prima all’Hybrida-space di Udine ma il comune boicottò questo locale (di conseguenza anche me) scrisse varie bugie sui quotidiani e spense le luci stradali che portavano al locale… non voglio tediarvi ancora coi miei pensieri, voglio solo che sappiate che il mio e’ un disperato messaggio d’amore»

http://www.nuovamusicarurale.it/

  • me

    l'intervista credo risalga a maggio?
    bhe i tassi d'emissione nell'intanto che questa veniva pubblicata, sono aumentati.

    notare come aumentando i tassi d'emissione aumenta ovviamente il costo di tutto…nonche' delle tasse….

    sulla storia delle banane, non ricordo esattamente se fossero 500 000…e non vorrei con DDL come il 030807 (semmai andassero in porto) far nascere casini….dico…era una cifra alta, non ricordo precisamente quale…

    meglio esser nel vago di sti tempi va.
    se va in porto il ddl di cui sopra (o forse e' gia attivo bho…) bhe bastera' pubblicare dati inesatti per ………
    …… …… to be continued ……..
    …….. ……… ……. ……. ……

  • Nuova Musica Rurale rules!
    "Pop" won't eat itself.
    Vive le Malagnin! :lol: