Stereo Total: Musichette anticonformiste e party automatici

La mia prima volta dal vivo con gli Stereo Total risale al 2002, un tour per promuovere l’eccellente ‘Musique automatique’, di spalla agli Strokes, freschi freschi di ‘Is this it’. Da quel concerto ne sono passati di anni e il duo franco-berlinese a quanto sembra non è più alla moda come allora: il MusicDrome (ex Transilvania Live) di Milano non è pieno nemmeno per metà. Pochi ma buoni però, un po’ come la strana coppia che si trova sul palco: lei, Françoise Cactus, sembra sempre di più la mia prof di matematica delle medie ma con un concentrato di ironia e simpatia incredibile, presenta ogni canzone in italiano, leggendo una breve spiegazione della stessa. Lui, Brezel Göring, gioca coi suoni e col ciuffo. Lei rigida, ingessata, tanto che è lui a infilarle e toglierle la chitarra. Lui scatenato in danze, evoluzioni varie e stage diving. Lei la chitarra a cuore, la batteria minimale, la voce e il kazoo. Lui la chitarra quadrata, le tastiere e il campionatore, la stessa batteria minimale. Lei che dà l’impressione di suonare con una scioltezza che al confronto Meg White sembra Keith Moon, lui che sa benissimo dove mettere le mani anche quando fa finta di limonare da solo. Tutto questo in un concerto buffa e divertente. Ancora più divertente dal mio punto di vista: davanti a me c’è una coppia. Lei carina, lui patetico. Lei che si diverte e ride, lui che è lì solo per lei ed è completamente disinteressato a ciò che accade sul palco: Stereo Total, Beatles, Slayer o un comizio di Borghezio, per lui sarebbe stato lo stesso. Lei che sulla fronte ha scritto “voglio ballare”,lui invece “voglio scoparti” e ogni due per tre la abbraccia e tenta di infilarle la lingua in bocca, ma riesce a mirarle guance, zigomi, mento, collo o fronte per la velocità di lei nello scansarsi all’ultimo secondo. Parte I love you, Ono e lui cerca di farsi più convinto. Parte Cinémania e lui vuole impressionarla facendo il figo (e anche un po’ il ribelle) accendendosi una sigaretta, emulando un po’ Humprey Bogart un po’ James Dean citati nel testo ma il tentativo di far colpo va in fumo. Arriva il momento di L’amour à 3 e una ragazza viene chiamata sul palco per ballare con gli Stereo Total. Io, col sorriso sulla bocca per la situazione e per la musica, mi metto vicino alla lei della nostra coppia sperando in un momento di amore comunitario. Sul palco parte una verisone sidviciousiana di My way, poi i due cantano “This is punk, this is rock’n’roll, this is modern music!” e lui disperato tenta di farla ubriacare. Poi, dopo un ora e un quarto di electro-pop, punk, tendenze lo-fi (volute e non), indie-pop, dance, discomusic, synthpop, ritmi a caso, linguaggi diversi (inglese, francese, tedesco, italiano), intensa, divertente, strampalata, la serata giunge alla fine, gli ultimi pezzi con tanta gente sul palco, come una sorta di festa a cui tutti possono e devono partecipare. Affascinato da Françoise Cactus non stacco un attimo gli occhi dalla coppia sul palco, sempre ottima e travolgente dal vivo, perdendo purtroppo (purtroppo?) di vista quella tra il pubblico. Poco male. Una serata surreale e coinvolgente che difficilmente avrebbe potuto essere più divertente.

Le foto presenti non si riferiscono alla data recensita e sono tratte dal sito: www.concertinalive.it