Porcupine Tree: All'ombra dell'albero dei porcospini…

Concerto atteso da molti poiché è divenuto un appuntamento fisso qui a Roma per la band inglese. La serata è delle piu’ fredde e il Tendastrisce è un luogo piuttosto grande e difficile da scaldare, quindi la musica si assume il compito di riscaldare i nostri animi inquieti. Questa volta a creare l’atmosfera iniziale ci pensano gli Anathema con le loro atmosfere cariche e avvolgenti, cavalcate in stretto contatto con il pubblico che li conosce bene e li sostiene. Ho potuto assistere al concerto dalla seconda canzone in poi, visto che (cosa piu’ unica che rara) il gruppo ha iniziato il loro set in anticipo di qualche minuto quindi entro sulle note di Closet e il pubblico è già attento e sognante. La band prepara bene la serata , sembrano abbastanza ispirati e coinvolti, molto attenti a pubblicizzare l’album in vendita nell’apposita zona(l’ultimo accenno a questa cosa si è conclusa con “compratelo…oppure rubatelo…fate come vi pare…”) senza sembrare però che suonino per vendere l’album. Il set è stato piuttosto breve e probabilmente il motivo è cio’ che verrà dopo di loro: i Porcupine Tree con il loro show lungo due ore. Sul finale di Flying gli Anathema ci lasciano e sul palco arrivano strumentazioni di vario tipo a sostenere uno show ricco non solo di musica ma anche di effetti scenici. Il concerto inizia con l’intro adio-video tratto dal loro ultimo album (Fear of a Blanck Planet) che già lascia intendere quale sarà lo stile del concerto. Inizio un po’ freddo a livello strettamente musicale anche per via della poca dimestichezza del pubblico con i nuovi pezzi e della concentrazione della band nel suonarli. L’aria si riscalda decisamente con il terzo brano (Lazarus) con cui Steve Wilson inizia a prendere veramente possesso del palco e da qui in poi sarà il mattatore della serata in maniera totale (anche perché il resto della band non sembrava molto partecipe). Da metà scaletta in poi le atmosfere rarefatte diminuiranno a favore di cavalcate sonore tra le quali spicca quella della lunga Anesthetize e quella diretta e coinvolgente di Open Car. C’è da dire anche che lo spazio lasciato ai pezzi dell’ultimo album ha deluso i fans storici che aspettavano altri pezzi “d’annata” della band , ma nell’insieme è stato un gran concerto. Forse la defezione che ha colpito tutti maggiormente è stata quella di “Trains”: pezzo strorico di chiusura concerto della band sostituito questa volta da Halo. Quasi uno shock per molti. Personalmente ho apprezzato molto anche alcune sequenze video proiettate sullo schermo anche se in alcuni momenti non mi hanno entusiasmato piu’ di tanto. Resta la frase di una ragazza sconosciuta a fine concerto : “ Ma voi non siete felici?? Come fate a non essere felici dopo una serata del genere!” . Non so il vero motivo per cui lei era così felice, ma io sicuramente lo ero per aver goduto di due ore intense di Porcupine Tree.

Altre foto su: www.concertinalive.it

  • Grande concerto,grandi anathema e mitici porcupine…peccato che alla fine non sono usciti a fare autografi.Li ho aspettati fino alla fine poi mi hanno cacciato,dovevo avere il pass per entrare….ma che cazzo!!!!!

  • MT

    Steven non è stato l'unico mattatore, anche se è facile, visto il suo ruolo nella band, spiccare rispetto agli altri. Io ho visto un gavon Harrison in forma strepitosa!! Tutta meritata la sua convocazione con King Crimson.

  • …ma che concerto hai visto? a me sembra invece che per una volta hanno messo da parte un bel pò di pezzi post-2000 e sono andati a pescare spesso indietro, addiritture dentro the sky moves sidewyas, mentre negli ultimi due concerti romani al massimo c'era una even less o radioactive toy…
    in ogni caso, meglio così…

  • Il concerto è stato strepitoso, molti riferimenti anche al passato, e anche remotissimo. Quasi che il gruppo conoscesse la predilezione del pubblico di Roma per le sue prime uscite. I pezzi degli ultimi due dischi uscivano uno spettacolo, in particolare quelli dell'ultimo, sul disco un'anticchia troppo pulitini e "prodotti", dal vivo si riprendono tutta la loro carica e il pathos a cui il gruppo ci abituati. Una menzione particolare spetta ai suoni, acustica del tendastrisce PERFETTA e un fonico probabilmente in stato di grazia, quasi piacere fisico. 10 e lode (peccato per uno strano striscione del fan club probably, che campeggiava barzotto con il suo marchiano errore di ortografia "keep on plaing and the world will never be blank" e vabbuò, paisà)

  • C'ero anch'io al concerto, per l'ennesima volta. Lo spettacolo è stato molto intrigante, ho notato che hanno parecchio indurito il sound, anche i video erano piuttosto forti (quest'ultima scelta non l'ho condivisa troppo).
    Bella "The sky moves sydeways" iniziata con chitarra e voce.
    Comunque, per tutti gli amanti del genere, ne approfitto per segnalare il concerto dei Radiant Blur (Porcupine tree coverband) Sabato 22/12/2007.
    http://www.radiantblur.it per i dettagli