Mike Patton: + ZU

Più o meno tutti hanno una squadra del cuore. Quella per cui tifi indipendentemente dai risultati di classifica. La mia squadra sono gli Zu. Perchè del calcio non me n'è mai fregato niente, quindi devo aver traslato questo bisogno umano nella musica. Ieri sera al circolo per me è stato come arrivare alla finale dei mondiali di calcio. Sono oramai anni che si parlava di una collaborazione tra Mike Patton e gli ZU e già c'era stato un incontro preliminare in Canada tanto tempo fa. Troppo tempo fa direi. Tanto che un po' avevo rinunciato a sperare che accadesse anche da noi. Invece pochi mesi fa compaiono le date di questo tour in Italia sul myspace degli ZU e Roma non c'è. Infarto e tifosi di casa traditi. Anche se comunque contenti che almeno accada non troppo lontano. Poi la svolta: suonano a Roma di lunedì al Circolo degli Artisti e tutti a festeggiare. Tanta era la voglia di questo concerto che il Circolo è sold out in prevendita in pochi giorni. Quando arrivo al locale c'è gente che cerca di scavalcare di lato e si arrampica sugli alberi. Per i molti rimasti fuori dal concerto si allestisce allora il maxischermo . Mancano le majorette però.
Per grazia ricevuta riseco ad arrivare alla seconda fila altrimenti non avrei visto un bel niente . Sul palco c'è un tavolone con le “cianfrusaglie” elettroniche del signor Patton e un'ombra che sta lì a giocarci. Nel buio del palco non si distingue benissimo questo strano DJ che scraccia. Poi guardandolo bene è lo stesso Patton che fa una specie di sound check allietandoci l'attesa con un po' di voci distorte. La gente presente (che è già accalcata sotto il palco ed ha quasi riempito tutto il locale) assiste divertita al momento di relax inziale. Poi va via anche lui e ci lasciano in compagnia di litanie varie e alcuni brani dei Fantomas in sottofondo. C'è attesa e trepidazione per questo evento e stranamente non ci sono molti cori di richiamo in attesa che inizi il concerto. E' come se le persone siano tranquillamente prese dall'attesa e se la godino in maniera pacata sapendo che saranno ben ripagate.
Finalmente salgono sul palco Patton e gli Zu e inizia l'ovazione . Ero un po' scettica su come si sarebbe inserito Patton nella musica “Zuista” poiché non deve essere facile visto che la loro musica non lascia molto spazio a parti vocali. E' come cucinare un piatto di pasta con il sugo che di per sé non ha bisogno di altre aggiunte per essere buono, e poi l'unica aggiunta finale è la foglia di basilico in cima. Patton è la foglia di basilico ma il piatto importante sono gli ZU. Quando inizia la loro marcia l'aria si fa torrida, e l'atmosfera è bollente. Non perdono un colpo e Patton a volte fatica a stargli dietro. Non credo sia stato tutto improvvisato poiché alcuni brani degli ZU li avevo già sentiti la volta precedente all'Init, e lo stesso Patton inserisce varie volte spezzoni elettronici che calzano a pennello . Ma se c'è una cosa che si vede e si sente è che sono presi benissimo sul palco. Riescono a far ballare il pubblico su tempi dispari e le parti elettroniche di Patton si inseriscono quasi a rendere alcuni momenti tecno-ballerecci. E non si fermano un istante . Si cercano con gli occhi e si divertono da matti ed il pubblico è anche più divertito di loro. Non c'è bisogno di altro o di frasi simpatiche: sono loro, la loro musica , un pubblico in visibilio, una guest star d'eccezzione che si diverte e fa il tifo per loro senza invadere la scena ed è come vedere la propria squadra del cuore segnare in continuazione nella finale senza faticare. Ti aspettavi il meglio da loro e lo hai ottenuto. E per la prima volta vedi un concerto dove c'è Patton e senti il pubblico che richiama in continuazione i musicisti e non lui. Quando è finita la prima parte del concerto e Patton rientra per primo per i bis viene giustamente applaudito, lui inizia una sequenza “ambient” di voce effettata e dopo qualche minuto risalgono sul palco anche gli ZU e lì c'è l'ovazione. Prendono di nuovo gli strumenti in mano e qualsiasi traccia di “ambient” che ci fosse prima viene spazzata via con una sola battuta. Micidiali come al solito e stavolta ancora più galvanizzati. Patton a volte è parte dello show mentre a volte è parte del pubblico. Divertito e preso anche lui r iesce a stare dietro le loro ritmiche con la sua voce ben impostata e i suoi effetti ben calibrati ma non invade mai la scena. I bis durano anche più del dovuto per volere di tutti, pubblico e band. E nel finale noise solito degli ZU rientrano una marea di applausi scroscianti . La serata finisce con ringraziamenti semplici e con applausi reciproci tra band e pubblico. Gli ZU incoronati campioni di quellochevipare e la serata di ieri per quel che mi riguarda rientra nella categoria “EVENTO”.

Le foto sono di concertinalive.it

  • ci scommetto le palle: gli ZU, come al solito, avranno suonato metà dei temi di Igneo , poi hanno fatto il finale noise. Patton faceva le sue solite fregnacce al microfono.
    grandi gruppi e grande musica, ma se così fosse: BASTA!

  • io direi basta a tante altre cose se per questo…c'è molta altra musica che ha rotto ben di più le scatole…
    se diciamo basta agli zu dovremmo abolire molta altra roba in italia …

  • Non conosco gli Zu, né Mike Patton… Vi leggo perché mi piace come scrive Adele!

  • adè, non dico basta agli zu, tirano fuori certi dischi, e poi le collaborazioni! dentro al nuovo die schachtel c'è dentro pupillo ed è capolavoro, per dire. magari dico basta a patton perché m'ha un po' rotto i coglioni il suo modo di raccapezzare lodi col suo savouir faire periodio-cool-tarantiniano, ma in verità dico basta a dei live e delle dinamiche che si ripetono immobili nel tempo da quasi dieci anni. sembra di stare a guardare i metallica che nel 2008 ancora se fermano a master of puppets: oh, grande musica, per carità, ma poi?