Maria Solheim – Will There Be Spring

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Maria Solheim presenta una colorata varietà di folk/country/pop delizioso appartenente a quelle ondate di pubblicazioni scandinave al femminile che periodicamente arrivano fino a queste lande assolate e assetate di atmosfere nordiche, tra amori nei fiordi e baccalà sotto sale, diciamo. Con allegri accordi maggiori e solari uptempo da bicicletta in mezzo ai girasoli (Wildest Day, Ocean Needs Water), ballate più sognanti e ovattate (All My Thoughts, Burn the Books) e divagazioni più sperimentali, tra accenni di ritmi sudamericani e intrecci di riverberi e delay, la Norvegia ci regala una mezz’ora che scorre allegramente senza negare un paio di ritornelli incisivi e tremendi dal punto di vista del post-ascolto – provate a smettere di canticchiare Ocean Needs Water, forse la miglior canzone del lotto, di una semplicità e bellezza devastante. Per quanto non sia esattamente nelle mie corde il cantato sempre così angelico e bimbesco le intuizioni e l’interpretazione sono praticamente intoccabili, anche se uno sguardo nel background di questa bella norvegggese potrà aiutare a svelarci il vero segreto di questo disco. Maria Solheim nel suo paese gode di una discreta fama, oltre a cantare e a fare l’artistoide ha persino scritto un libro (e ci ha vinto un premio piuttosto importante nel 2002!), quando la figlia della regina ha compiuto gli anni l’ha chiamata a suonare per lei, e quando gli Extol stavano registrando quel bel disco di thrash metal tecnicissimo chiamato ‘Synergy’ lei – come spesso accade da quelle parti, bei posti – non si è tirata indietro dal prestare la sua voce ad una canzone. Inoltre, e qui viene la parte più importante, il suo amichetto preferito si chiama Emil Nikolaisen, che fa il produttore ma non solo: ha un gruppo chiamato Serena Maneesh. E qui si spiega quella morbidezza di suoni, quelle soluzioni strumentali tanto atipiche per un disco di folk/pop, quei dolcissimi echi shoegaze che in più di una canzone fanno capolino dietro le cristalline strofe della protagonista, impreziosendo ogni traccia e rendendo questo disco un’interessante collaborazione che risulterà sfiziosa per chi cerchi un po’ di solare spensieratezza confezionata con cura in una ricchezza di dettagli da gustarsi ascolto dopo ascolto. Not the usual nordic indie folk.