Alessandro Raina

CANTANTE DEGLI AMOR FOU

Morrissey – Ringleader of the tormentors Dare seguito al ritorno-capolavoro di You are the quarry era arduo e Morrissey lo fa con un disco forse ancora piu’ bello, senza riempipista ma pieno di canzoni sublimi, orchestrazioni perfette (Morricone), una dichiarazione d’amore per l’Italia migliore (la Roma del neorealismo e di Pasolini) e la produzione di Tony Visconti che rievoca il miglior Bowie.
The Beatles – Revolver – Cosa dire di piu’ di una delle opere capitali del pop ? Forse che suona sempre anni luce avanti a 3/4 delle produzioni successive. UNa facilità di scrittura sconvolgente, genialità messa al servizio di un team di produzione da cineteca, una lezione di musica ad ogni ascolto.
Fabrizio De André – Storia di un impiegato In tempi di ricerca del consenso questo è un disco quanto mai emblematico, che ci parla della società italiana e dei suoi mali senza moralismi o consolazioni. Piovani viene letteralmente spremuto per consegnarci uno dei dischi piu’ belli e strumentalizzati della canzone italiana.
Bob Dylan – Highway 61 revisited – Non serve il recente premio pulitzer o il bellissimo ‘I’m not there’ per ricordarci che il profeta di Duluth resta nel novero dei talenti piu’ puri e sconcertanti che la tradizione americana abbia regalato al mondo. Una canzone su tutte ‘Queen Jane approximately’ viscerale, commovente e abrasiva come solo Dylan sa essere.
Feist – The reminder – La consacrazione di una delle artiste piu’ eleganti e talentuose degli ultimi vent’anni. Dopo una gavetta invidiabile e gli esordi piu’ solari la splendida Leslie lascia emergere una vena soul / folk da brividi, rivelando una versatilità che la consacra già fra le possibili eroine della musica ‘dal volto umano’, in un’epoca di progetti costruiti a tavolino, che con lei sbanca anche le classifiche.
Baustelle – Amen – Non il loro disco migliore, a tratti iper-prodotto e un pò troppo tamarro per le possibilità dei nostri, ma che conferma Francesco Bianconi come un talento da preservare e premiare. Brani come ‘Alfredo’ ‘Dark Room’ o ‘L’uomo del secolo’ sono perle destinate a pieno titolo ad entrare nel repertorio della grande canzone d’autore italiana.
Chet Baker sings and plays from the film ‘Let’s get Lost’ – opera che fotografa il declino fisico di un mito, ma che ne conserva la musicalità piu’ pura e dannata. La cover di Almost Blue è una litania sull’amore, un’interpretazione sovrumana di un uomo che ha fatto della propria vita una disperata opera d’arte.
Gaetano Donizetti – La fille du regiment (con L. Pavarotti e J. Sutherland) – La divina Joan Sutherland fu la soprano piu’ compatibile con il miglior Pavarotti, quello degli anni ’60/’70 all’opera sui capolavori del romanticismo italiano. In questo affresco storico rispende la grandezza di uno dei piu’ grandi tenori moderni, qui all’opera nella celebre aria ‘Ah mes amis’ che ne decreterà la definitiva consacrazione internazionale.
Radiohead – In Rainbows Ennesima prova che la genialità non ha generi, epoche o regole. Musicisti di classe sopraffina, totalmente consacrati al culto della musica e della ricerca. Un disco che fa respirare chi nella musica non cerca solo autopromozione o intrattenimento ma anche e soprattutto cultura e stile
Bon Iver – For Emma, Forever ago – Un uomo sui trent’anni si chiude in un casolare fra i boschi ghiacciati. Quando riemerge ci consegna un disco che è una traccia fortissima di umanità, pathos e tradizione rivisitata. Al servizio di una voce come poche se ne sentono, androgina, unica.