Artificial Wish – Shame

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

Rispondono al nome Artificial Wish e sono un nuovo gruppo metalcore con un paio d’anni di attività e due demo all’attivo. Influenze? Le più facilmente immaginabili, Killswitch Engage in testa, con i tipici rallentamenti iper-melodici sormontati da ritornelli zuccherosi, occasionali passaggi arpeggiati, il necessario repertorio di riff scippati a quello che era il metal in svezia ormai quindici anni fa e la tendenza a mantenersi su tempi non troppo veloci né aggressivi. E le canzoni? Perché oggettivamente, in un genere oramai talmente sovraccarico di gruppi che giornalmente appaiono sulla scena con copertine stratosferiche, foto professionali, MySpace da triliardi di visite e che alla fine risultano tutti di una mediocrità spaventosa quel che resta da apprezzare o meno è la capacità di scrivere bei pezzi, immediati e non troppo uguali a qualcos’altro. E, supportati da una produzione semplice e diretta, gli Artificial Wish superano di molto le aspettative medie: due canzoni ottime in apertura – la prima sembra uscita direttamente da ‘As Daylight Dies’ dei Killswitch, ma poco male – un po’ inconcludente la terza Designed, ancora un po’ immatura e monocorde nel riffing ma generosa nei cori ben armonizzati la conclusiva Sandline, dopo tutto mi sento di apprezzare il lavoro fatto sperando nel salto di qualità necessario a farmi venir voglia di rimettere il disco daccapo almeno quattro cinque volte.