Animal Collective – Merriweather Post Pavillion

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

Sono ormai diversi anni, da quando ho conosciuto gli Animal Collective ai tempi dell’uscita di ‘Here Comes the Indian’ che seguo con spasmodica curiosità le evoluzioni della band, capace di storpiare il folk, rendere freak il pop, contaminare con personalissima capacità e modalità i generi sopracitati e di re-inventarli. Ok, sto parlando di una delle mie tre band preferite e magari tanto politicaly correct non riuscirò ad essere, ma non riesco davvero a trovare un gruppo, una realtà artistico/musicale nel pianeta intero in grado di eguagliare la loro grandezza tanto pop quanto sghemba. Giunti al nono full-lenght in nove anni di storia, il quartetto (o forse ormai terzetto) originario di Baltimora continua a stupire per l’energia innovativa e autentica nella manipolazione della melodia.
‘Merriweather Post Pavillion’ accentua maggiormente le componenti aeree e corali del gruppo senza comunque disdegnare la cura verso l’apparato ritmico; il disco parte sbocciando con In The Flowers” dove la tribalità ovattata emerge da una matassa formata da synth in arpeggio e chitarre riverberate. My Girls s’impone con una potente gamma di loop e voci corredate da controcanti splendidi. Also Frightened si muove in territori sbavati, tra reverse e percussioni ossessive. Ecco quindi Summertime Clothes, una giocosa e gommosa litania quasi danzereccia; Daily Routine e Bluish, la prima amniotica e dondolante, la seconda gravida di un pop schizato, fanno da spartiacque tra le due parti del disco; Guys Eyes è un perfetto tribalismo metropolitano. L’ottava traccia è Taste, affascinante e delicata, troviamo poi la tropicalissima Lion in coma e quindi la rilassata atmosfera di No More Runnin; La chiusura dell’album è affidata alle autistiche visioni di Brothersport. Definiti più o meno i vari aspetti dei brani presenti, posso solo aggiungere che ormai credo che dopo questa “ennesima” consacrazione, gli Animal Collective possano legittimamente essere considerati come uno dei gruppi più influenti degli ultimi dieci anni. Siamo ai primi di gennaio, ma per me ‘Merriweather Post Pavillion’ è sicuramente già nei primissimi della classifica dei migliori dischi 2009.