Tunas – We Cut Our Fingers In July

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E’ ufficiale, sarà il rock emergente nostrano a farci muovere ritmati e scomposti durante le festività di fine anno. Dopo Narcotics, Dome la Muerte, ecco ora la bomba Tunas. Ora, pensate ad ‘Au go go’ il precedente albo, anzi compratelo, scorrete le traccie fino a You’ re not a punk . Ci siete? bene. I tunas non han fatto altro che ripartire da quelle sonorità, si potrebbe chiedere di meglio ad un’ evoluzione? ve lo dico io, no. Nel nuovo lavoro a scanso di equivoci, non si segano dita (come nel precedente e ben più infuocato albo) al contrario si lavora di chitarra deliziosamente, senza perdere d’intensità. I “nuovi” Tunas sono un vero spasso. Pensate agli Small faces ed ai primi Stones affogati nella lordura periferica Bolognese, pensate a cosa succederebbe se qualcuno mischiasse kinks con i tortellini. Un’esplosione di piacere. Una sola cover di Stevie Wonder Uptight (Everything is alright) e applausi a scena aperta.