Scientists – Weird Love

Acquista: Data di Uscita: Etichetta: Sito: Voto: (da 1 a 5)

Voi da che parte state? Scientists late ’70 style ? Oppure tenete maggiormente alla loro reincarnazione Eighties, denomintata da qualche genio swamp-rock? O non ve ne frega assolutamente nulla perchè ultimamente ascoltate il remake messo in atto dagli Oasis? Per quanto mi riguarda, non esistono new wave-punk alla Larry (dal primo albo) che tengano, al cospetto delle psicosi apparse nel secondo tratto di carriera, ma sono opinioni. Una massa torbida e compatta, da restarci intrappolati con i piedi e con l’ anima. In questo ‘Weird Love’ i nostri sembrano quasi voler suonare una specie di Crampstomp rallentato, come se i Birthday party fossero andati a letto con Lux Interior & soci e ne fosse nato qualcosa. Bastano le prime tre traccie per dannarsi l’anima irrimediabilmente. “In my heart is a place called swampland” canta Kim Salmon in Swampland tessendo desolazione su di un tappeto a tinte Crampsiane. Hell beach poi, suonerebbe perfettamente dopo How far can too far go ? in ‘A date with Elvis’ (Cramps, 1986), tanto per rendere l’idea di che anno fu il 1986. Demolition derby incede zoppicante, come fosse trainata al guinzaglio dalla propria dominatrice sadomaso. Ed in tutto questo delirio, a tratti compaiono sentori Chrome Cranks e fioriture mentali distorte da clinica specializzata. Comprate e custodite gelosamente vicino alle manette e a tutta quell’ altra roba che usate a letto, maledetti maiali.