Isobel Campbell & Mark lanegan – Hawk

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16 Agosto 2010 V2 Isobel Campbell MySpace

You Won’t Let me Down Again

Da com’era iniziata pareva il sacrificio dell’innocente verginella tra le fauci dell’Orco cattivo, con finale pericolosamente scontato. Poi pian piano la faccenda si è imprevedibilmente spostata verso il campo da gioco della fanciulla scozzese. Lo potete vedere pure dallo scatto di copertina che “sorprende” i due insieme in auto: è la Campbell ad impugnare il volante. Lanegan è soltanto un passeggero che, pur di salire a bordo, ha un messo il freno alla propria carriera solista, ufficialmente in fermo dal 2006.

Attorno a questi apparenti scambi di ruolo gira tutto l’immaginario del duo, giunto qui al suo terzo appuntamento discografico. Hawk li ritrova ancora sugli stessi paesaggi da cartolina Americana, con la penna dell’ex Belle and Sebastian a tracciare la via e la voce del fu Screaming Trees che dà corpo a melodie altrimenti impalpabili (ci prova a fargli da sostituto Willy Mason per un giro di danza su No Place To fall di Townes Van Zandt, e poco ci manca che non ne esca offuscato).

Ma arrivati come siamo alla terza prova su questa falsariga, però, la domanda è spontanea e più che legittima. Fino a quando? Fino a quando sapremo farci bastare questa elegante selezione da juke-box anni cinquanta-sessanta? Fino a quando ce ne resteremo seduti composti per assistere al complice scambio di sguardi fra i due titolari? Fino a quando saremo disposti ad accordare a questi due tutto l’understatement che ci chiedono così da permettergli di continuare a giocare al “facciamo-che-eravamo-classici-etradizionalisti-anche-se-poi-sotto-sotto-siamo-due-gran-pezzi-di-alternativi” ?

Per carità, Hawk resta un disco con i suoi bei numeri, come quella sciccheria di duetto d’apertura che è We die and see Beauty Reign, lo schioccante blues di Snake Song o  l’”indiavolato” strumentale della title track. Un mazzo di carte ben giocate. Ma sempre di gioco, per l’appunto, si tratta. E si sa che destino è riservato ai giochi: soprattutto a quelli che riescono bene.

  • Sinceramente non capisco cosa ci si potrebbe aspettare di più da un progetto tanto classico quanto preciso nei suoi intenti e nella sua (ottima) realizzazione. Nonostante i tuoi interrogativi da qui non ci si muoverà tanto facilmente, è un gioco e rimarrà tale, cercare una sorta di evoluzione mi pare inutile.
    Prendere o lasciare? Io prendo.

  • Luca

    prendo anche io, lo sto ascoltando in questi giorni, non si può chiedere di più a questi due, nel senso che è tutto perfetto così, se finisse il gioco finirebbe anche la leggerezza di quelle canzoni e quindi la loro bellezza.

  • enrico

    ma infatti la recensione coglie che siamo in linea con la loro discografia. da qui a renderli una cosa da ascoltare assolutamente ce ne passa. personalmente ascoltato poco e annoiato molto. ma la voce di Lanegan ancora mi scuote.