Deerhoof – Deerhoof Vs. Evil

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21 gennaio 2011 PolyVinylRecords myspace.com/deerhoof

Behold a Marvel in the Darkness

Un impasto nebuloso. E’ quello che ti porti dietro se sopravvivi ad un paio di decadi particolari come i 90s e gli zerozero.

Deerhoof Vs. Evil è quello che si aspettavano tutti. Azzardi da Vetiver misti ad incomunicabilità dei Fugazi. La forma canzone storpiata che diventa una marionetta oscena, come i primi Blonde Redhead.

I crolli delle strumentazioni nei burroni analogici del puro grattato ormai possiamo accettarli, da buoni ascoltatori, abituati a tutto: dalle rivisitazioni sulfuree e falsate dalle registrazioni dei Radio Dept. al puro dadaismo segaiolo dei These New Puritans. La gioia compare quando tra una canzone e l’altra udiamo passaggi fatti di schitarrate ingenue contenute dal lazzo degli arrangiamenti ad innesti, con effetti carillon, fuzzy ed intermittenza della ritmica. Tutto il pacchetto può ricordarci qualcosina della scuola art-rock (Art Brut, Elbow), ma qualcosa di non eccellente.

I Deerhoof danno il loro contributo al collage sulla schizofrenia post-moderna, e creano quindi un ponte con quello che è il lavoro dei The Flaming Lips.

Per tutte e due le band appena citate penso il discorso sia uguale, sono entrambe genuinamente insistenti nel ripescare dai generi più vari, masticando insistenti e sputando fuori un boato incongruo di lo-fi e rock psichedelico.

Il tocco di colonna sonora di sci-fi b-movie assomiglia un po’ ai primi lavori dei The Mars Volta.

Nel complesso un disco carino ma inutile, e vuoto rispetto ai lavori precedenti.