Tv On The Radio – Nine Types of Light

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12 Aprile 2011 Interscope Tvontheradio.com

Will Do

Uscito poco dopo la prematura scomparsa del bassista Gerard Smith, il nuovo lavoro dei Tv On the Radio è un’opera da scavare, da ascoltare per sottrazione, per scoprire l’intimo beat che spinge l’evoluzione.

Un incedere lento e forte, un dub complesso, pieno di fronzoli e di orpelli che piacciono.
Tuttavia se chitarre, synth, effettistica fossero state più scarne, alcune composizioni sarebbero state sicuramente più d’impatto.

Velocità bassa, rallentata forzatamente. Non si va mai oltre il risveglio da dopo sbornia o il risveglio dopo pianto. Alba, nuvole che tentano l’onda sopra montagne troppo alte. Piccoli raggi affilati in trasparenza cercano la pelle… E dentro una pulsazione incessante, che percuote il tessuto interno dello stomaco, un beat corposo e denso, caldo e scarno.

Poi basta poco perché la pazzia ci faccia raggiungere l’arcobaleno. Dopo le striscianti ritmiche notturne di Keep your heart e You, No future Shock è un’orgia di pastelli e di colori infantili per le strade di domenica. Vocals frammentate, stranianti, sospirate e urlate (lasciando da parte il falsetto tipico dei Tv on the Radio) portano avanti una specie di inno sghembo adatto ad una danza funky retrofuturista, disossata. Se Killer Crane è di un intimismo difficile da giudicare senza patetismo – con un Adebimpe che per sei minuti riesce a trasudare la rugiada onirica di un vetro d’inverno – Il singolo Will Do manca di vero groove, sebbene sia un buon pezzo tra soul e rock. I pezzi successivi esemplificano il trasformismo del gruppo, passando da territori prossimi a Jamiroquai invecchiati con l’averna (New Cannonball Blues) a episodi più schizzati e simili agli esordi filo-post-punk (Repetition) fino a ripetersi però in una indecisione di direzione, vedesi la schizofrenia di Caffeinated Consciousness.

In definitva, un album di buona fattura, in cui sembra di essere tornati all’originaria formazione a duo, con Sitek dedito agli effetti, alla produzione, puntuale e ben modellata e Adebimpe eclettico e competente. Ruoli dominanti che, sebbene incastonati precisamente nell’insieme, in questa corsa fra loro hanno forse perso il gusto fisico ed intellettuale del groove.
E dopo tanti anni di attesa la cosa fa un pò rodere, ma non delude comunque.