Gold Leaves – The Ornament

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16 Agosto 2011 Hardly Art Gold Leaves Facebook Page

The Ornament

Gold Leaves è il nome dietro cui si cela la folta peluria di Grant Olsen: cantautore di Seattle già noto per il progetto Arthur & Yu con il quale ha esordito nel 2007 alle dipendenze della Hardly Art Records (sorella minore della SubPop).

Aspetto e nomea sono chiaro manifesto di un percorso lungo quattro anni nei quali Olsen ha abbracciato l’intero continente nel tentativo di unirsi ad esso e di affondare le proprie radici sotto la ruvida scorza del suolo americano. Sembra evidente che la nuova generazione dei songwriters d’oltreoceano cerchi di raggiungere la consapevolezza del proprio essere attraverso la comprensione della natura, prima ancora che della società, e pare che l’inizio della svolta pànica sia sancita proprio dalla crescita della barba: del resto che l’uso della lametta non andasse più tanto di moda nel circuito dell’indie-rock lo avevamo capito già da tempo e i vari  Pecknold, Everett, Auerbach e Beam hanno ben contribuito a ricordarcelo.

“The Ornament” è una sorta di omaggio alla grande storia del R&B e del doo-wop  per cui Gold nutre amore profondo e di cui è insaziabile collezionista.

“The Silver Lining”, poetico inno ad una vita piena di possibilità, si apre sulle melanconiche note del mellotron e inaugura un disco lungo nove tracce spalmate nei quaranta minuti scarsi di registrazione sapientemente orchestrati dal polistrumentista e co-produttore Jason Quever (Papercuts). Il profumo d’autunno permea il suono legnoso dell’opera prima di Olsen volutamente lo.fi e si disperde nei riverberi vocali di “Cruel/Kind” e nei tormentati violoncelli di “Hanging Window” e “Hard Feeling”.

Un disco discreto e riservato la cui trama di foglie dorate così meticolosamente intessute cadrà probabilmente d’inverno sotto il peso della neve. Solo il tempo saprà dire se le future stagioni sapranno donargli nuova linfa vitale.