Ida sta a mille! #2 – Tool

Come in alto, così in basso, come fuori così dentro, come sopra così sotto.
Tu dividerai il grezzo dal sottile e riunificherai tutte le cose in Uno”.
Ermete Trismegisto

 

Ad ogni piè sospinto la mente diviene l’antro dei miei stessi amorosi pensieri, tra l’affollarsi di immagini virili e il vociare confuso di una folla presente/assente; il senno s’ispessisce di colori, suoni, volti.  Come in un romanzo corale, in un’autobiografia pregna di reminiscenze e allegorie, mi lascio spesso percorrere da un caleidoscopio di ricordi e desii, in cerca di prodigi e di mistiche fantasmagorie, al fine di ricavarne incontri, avvicinamenti e portentose trasformazioni. Mi chiedo sempre se sia meglio evadere dalla realtà, schivare la vita, lottare per la vita oppure fingere e recitare una parte nell’effimero teatro che è la vita stessa. L’esistenza è in fondo labile come il limbo dei sentimenti, come il fuori e dentro di un coito sul quale cala il sipario consumato il rapporto.

Ecco perché di tanto in tanto sento la necessità di sapere, o quantomeno di cercare di comprendere quale sarà la futura e ottimale direzione da intraprendere, per godere appieno di quella pura verità che risiede nell’unità degli opposti e contemplare così la mia idilliaca Arcadia personale, come in un quadro di Poussin o in una delle “Anime” dei Tool composta e registrata a Rennes le Chateau. In certe situazioni sarei anche disposta a vendere l’anima a un “Woland” qualunque, se solo servisse a dissolvere i conflitti interiori e a donarmi l’intesa perpetua e fuori dal tempo col “Maestro” designato dal mio cuore, nella perenne estasi fisica e metafisica. Sarei pronta ad imbastire un rituale magico e potente come l’artwork di un vinile costellato di simboli arcani, tra stelle a sette punte e pentacoli, invocando Afrodite o la dea egiziana Babalon. Come la magia stessa del sesso, capace di allontanare le ombre più buie, vorrei trovare la formula magica atta a depennare gli istinti repressi, seguendo la strada che porti alla perfezione e al piacere totale. Quando la tristezza m’assale, il più delle volte, mi affido al pianto come terapia, alla mia “Lachrymology” più intima e liberatrice. Quando invece “esigo” risposte e mi sforzo di concepire la vita quasi come un calcolo matematico del destino, una spirale di Fibonacci simile ai “segnali nascosti” di Lateralus, consulto i tarocchi. I risultati migliori dalla lettura dei tarocchi si ottengono quando si raggiunge una sorta di stato meditativo, contemplando ogni carta senza fretta. È necessario inoltre avere la mente sgombra da pensieri negativi, un’indole tranquilla, possedere un atteggiamento positivo e cercare di accedere a una sorta di saggezza interiore. Il segreto intrinseco dei tarocchi non è propriamente quello di “predire”, ma di aiutare a raggiungere, nel modo più consono possibile, determinati obiettivi e di consigliare, al fine di attuare una trasformazione interiore nell’individuo che li consulta. I tarocchi sono infatti delle finestre sul mondo, grazie ai quali è possibile avere punti di vista differenti. Solitamente leggo da sola i tarocchi, ma approfittando delle conoscenze esoteriche del mio Maharishi, sono riuscita ad entrare in contatto con una personalità “occulta” davvero particolare.

Richard è un affascinante uomo sulla trentina, molto intrigante, cupreo e dagli occhi celesti come il cielo, appartenente all’Hermetic Order Of The Golden Down, ai Rosa Croce e al l’O.T.O. (Ordo Templis Orientis) e fervente sostenitore delle teorie di Aleister Crowley. Per la lettura dei tarocchi decide di portarmi a Cefalù, in contrada Santa Barbara, presso l’Abbazia di Thélema (dal greco θέλημα, “desiderio” o “volontà”), tanto cara allo stesso Crowley e ispirata all’omonima “scuola ideale” eretta dal gigante Gargantua di rabelaisiana memoria. La porta di questo monastero esoterico presenta un’iscrizione alquanto singolare:

“Fai ciò che vuoi, sarà tutta la legge. Amore è la legge, amore sotto la volontà.
[…] perché le persone libere e colte, sentono per natura un istinto ed inclinazione che li spinge ad atti virtuosi, e li tiene lontani dal vizio, inteso come religione”.
Aleister Crowley

 

Richard mi dice che questo luogo magico e dalle intense vibrazioni musicali, acromatiche, mistiche ed occulte, è una sorta di “tempio” del rock; vi hanno infatti soggiornato: Jimmy Page, Ozzy Osbourne, David Bowie, Mick Jagger, David Tibet, Maynard James Keenan, Danny Carey e molti altri…

Prima della divinazione con le lame dei tarocchi, volta in primis alla costruzione di un’autentica personalità “mistica e magica”, Richard mi consiglia una pratica preparatoria di Magia Sexualis, mostrandomi la copia originale in suo possesso del libro di Crowley, White Stains (“Macchie Bianche”), datata 1898, e dicendomi: “La lunghezza del tuo desiderio, sarà la potenza della tua esistenza”. Richard è un uomo dal temperamento magnetico, di una bellezza celestiale e androgina; è un incanto fisico, una malia ultraterrena colta ed erudita, dall’animo angelico e dall’indole lusinghiera. I suoi modi carezzevoli, il suo campo visibile e il suo volto paradisiaco e acheronteo al contempo, mi spingono ad accettare questo incantesimo di lussuria. Il mio desiderio è acuito anche da quella tipica bramosia femminea di sentirsi anelata, amata e appagata, di sentirsi parte di quel due che si fa uno, dell’anima che si fonde al corpo e che è capace di allontanare ogni dolore e solitudine attraverso la magia dell’amplesso. Mi lascio dunque possedere dal fuoco sovrannaturale della passione, mentre un vecchio giradischi emette per sette volte, come un mantra, come una formula magica tantrica, No Quarter dei Led Zeppelin, coverizzata dai Tool. La nostra fame lasciva accende un trascendente fuoco carnale e sprigiona una mirabile enfasi energetica estesa fino allo spasmo estatico e astrale dell’orgasmo. Il fluido diviene così veicolo di conoscenza, raggiungendo l’infinito. La conoscenza materiale s’incarna in quella spirituale, elevandosi verso la Gnosi, superando i limiti del peccato nel “Sancta Sanctorum” che l’appagamento sessuale emana.

Dopo questa meravigliosa esperienza trascendentale, Richard mi prepara un bagno di latte e petali di rose rosse e mi porge un foglio di papiro.

Il foglio di papiro sarà il mio “taccuino magico” sul quale associare i 22 Arcani Maggiori, ai 22 Sentieri dell’Albero Della Vita e a 22 brani della discografia di una band con la quale mi sento in sintonia dopo le sensazioni mistiche del sortilegio sensuale. La mia scelta cade sui Tool, viandanti ermetici della musica, eremiti silenziosi di questo mio nuovo viaggio divinatorio e rituale. I Tool sono infatti uno di quei pochi gruppi capaci di fondere, all’interno della loro “peregrinazioni” strumentali e testuali, simboli arcani e significati mistici ed occulti, al di là di ogni dogma e al di là di qualunque spuria informazione mediale e religiosa.

L’Albero della Vita Cabalistico (e della conoscenza) rappresenta la scienza divina e la genesi della trasmissione iniziatica. È lo strumento chiave del pensiero e del linguaggio stesso, inteso come prima è più divina delle arti. Le Sephiroth {Keter, Hokmah, Binah, Hesed o Gedullah, Geburrah o Pahad o Din, Tif’eret o Rahamin, Nesah, Hod, Yesod, Malkut o Sekinah – Corona, Saggezza, Intelligenza, Benevolenza, Potere, Bellezza, Virtù, Splendore, Sintesi, Regno} sono infatti delle essenze intelligenti e i tarocchi sono l’applicazione divinatoria, grafica e visuale di questa gnoseologia ermetica e delle leggi del divenire. I sentieri delle dimore di Toth della Kabbalah, che collegano le dieci Sephiroth dell’Albero della Vita tra loro, sono 22, come gli Arcani Maggiori dei Tarocchi.

Il mio schema di divinazione si è rivelato essere il seguente:

Divinazione

Richard possiede i Tarocchi realizzati da Crowley e disegnati dalla pittrice surrealista Frieda Harris, tra il 1938 e il 1942. Io decido di non porre una domanda specifica su di un “tema” che mi sta particolarmente a cuore, bensì una lettura karmica utile a comprendere l’intero mio percorso di vita  per continuare ad avanzare serena lungo la strada della saggezza e della pace interiore. Mentre i ventidue brani dei Tool da me selezionati scorrono come catalizzatori del mio processo di ricerca interiore, Richard mescola le carte con elegante ritualità, servendosi di esse per distruggere e ricostruire gli infiniti elementi dei quali l’universo e la mia vita sono composti, realizzando così una nuova armonia utile all’interpretazione sincronica. Durante questa affascinante liturgia, guardando le “lussuriose” mani di Richard mescolare con maestria le carte, entro in uno stato di trance:

“il sole splende alto nel cielo…mi appare un folle giullare vestito di stracci con un fiore bianco in mano e un fagotto. Un cagnolino bianco lo accompagna, mentre egli mi incita ad aprire la mente, a lasciarmi alle spalle il passato, seguendo l’impulso, l’irrazionalità, la fantasia e la gioia di vivere. Scompare dicendomi: « Il tuo desiderio è di credere negli angeli che si trovano nei cuori degli uomini»… In lontananza vedo due Amanti nudi nel giardino dell’Eden; l’uomo guarda la donna, mentre ella guarda in alto in direzione di un angelo dalle ali spiegate. Alle spalle della donna dimora un albero con i frutti sul quale si avvolge un serpente; dietro l’uomo si intravede invece un albero in fiamme. Tra le nuvole appare la scritta: « Il freddo silenzio ha la tendenza ad atrofizzare ogni senso di compassione tra presunti amanti/fratelli»…un monito che risveglia in me la forza di credere nel potere dell’Amore al quale ci si può abbandonare solo attraverso scelte coraggiose e ponderate. Non bisogna cedere alla paura per raggiungere l’unione, cercando la via della comunicazione. Conto le stelle; sono otto e tutte ad otto punte ed una è più grande delle altre e gialla; intravedo Richard affianco ad una ragazza nuda che versa dell’acqua da due anfore. La stella illumina la mia strada. Mi guida verso grandi visioni e liberi pensieri, senza limiti alcuni,  fino al momento in cui Richard bisbiglia: «A malapena ricordiamo chi o cosa è arrivato prima di questo prezioso momento. Stiamo scegliendo di essere qui proprio ora. Tieni duro, resta dentro.» La Papessa siede invece sul suo trono di pietra posto tra due pilastri (uno bianco con la lettera J e uno nero con la lettera B). Ai sui piedi vi è la falce della luna crescente. È vestita di blu e bianco e porta in grembo la scritta TORA; il suo copricapo ha un cerchio al centro e due falci laterali. La conoscenza occulta è ormai vicina e sento voci che echeggiano: «Lei non ha mai detto una bugia. Avrebbe potuto dirla, ma non ne ha mai vissuta una. Non aveva una vita, ma di sicuro ne ha salvata una. Va bene, ora è tempo che ti lasciamo andare » Nella mia testa risuona intanto un “Mantra” arcano, mentre un sole antropomorfizzato riscalda la mia anima con undici raggi dritti e dieci curvi. Si intravede anche un bambino nudo su un cavallo bianco, che regge uno stendardo arancione. Sulla testa ha una corona e una piuma rossa. Il mio percorso verso la conoscenza subisce poi una battuta d’arresto e mi ritrovo incatenata assieme a Richard, entrambi nudi e con delle corna sulla testa, al cospetto di un Diavolo con ali da pipistrello e corna da caprone. Egli ha sul corpo una stella a cinque punte e nella mano sinistra una fiamma rivolta verso il basso…Inizio così ad esplorare il mio lato più oscuro, per liberarmi dalle catene che mi rendono prigioniera, lasciandomi penetrare nella libido, entrare dentro, in una sorta di “fisting” sessualmente spirituale. Il drappo nero corvino della notte cala poi sulla mia essenza. Un cane e un lupo ululano alla luna triste e addolorata e nel cielo blu appaiono lacrime di luce. Sogno, magia e illusione affascinano la mia percezione…una voce sibila nel vuoto: «Crocifiggi l’ego prima che sia troppo tardi per lasciarti alle spalle questo posto così negativo, cieco e cinico, e scoprirai che noi tutti siamo una mente unica, capace di tutto ciò che è immaginato e ancora concepibile. Perciò lascia che la luce ti tocchi e lascia che le parole ne stillino attraverso. Lascia soltanto che l’attraversino, portando con loro la nostra speranza e la nostra ragione.» Le tenebre lasciano infine il passo alla luce e, come ne “La Dance” di Matisse, compare una figura aggraziata, parzialmente avvolta da una striscia di tessuto viola, con i seni e le gambe scoperte. Nelle mani regge due bacchette di colore bianco ed è circondata da una ghirlanda di forma ovale. Tra le nuvole, ai quattro angoli, emergono la testa di un uomo, un’aquila, un toro e un leone. La mia consultazione è così giunta a compimento, nella piena realizzazione e positiva conclusione di un ciclo. La docile figura si muove leggiadra nel cielo e mi invita ad aprire le porte al mondo e alla vita, gioendo e vivendo pienamente e intensamente. Questa splendida allegoria della positività si congeda dicendomi: «con i miei piedi per terra, mi perdo tra i suoni e a braccia aperte per assorbirlo, lo sento muoversi attraverso la mia pelle. Esco su allo scoperto per raggiungere ciò che il caso mi porterà o qualsiasi cosa mi disorienterà, seguendo la nostra volontà e il nostro vento potremmo andare dove nessuno è mai stato. Cavalcheremo la spirale fino alla fine e forse andremo dove nessuno è mai stato. Uscendo dalla spirale. continua ad avanzare..»

Ho visualizzato e sentito le lame dei Tarocchi, riflettendone tutte le forze magiche nella mia esperienza mentale; ho assaporato la passione fisica e metafisica di due corpi che producono luce seminale; ho incontrato il suono nell’esercizio sinestetico della divinazione. Ho goduto di un ballo carnale e profetico, passeggera e osservatrice di un terzo occhio personale e veicolo emozionale del mio altrove. Come un desiderio inespresso, un incantesimo che si dissolve tra le file del tempo, una storia d’amore finita male da ascrivere tra i capitoli della propria esistenza, è il ricordo che tiene in vita la speranza o quantomeno la capacità di fare tesoro delle esperienze regresse, evitando gli errori e i passi falsi del passato. Allo stesso modo, questa cerimonia di chiaroveggenza, sarà un segreto da custodire nella rimembranza…perché la Magia svanisce solo se la si dimentica.

illustrazioni: Marzia Grossi

Fonti:

http://it.wikipedia.org/wiki/Et_in_Arcadia_ego
http://it.wikipedia.org/wiki/Nicolas_Poussin
http://it.wikipedia.org/wiki/Rennes-le-Château
http://it.wikipedia.org/wiki/Woland
La Lachrymology è  una sorta di filosofia/religione ideata nel 1940 da Ronald P.Vincent (scrisse anche un libro nel 1949 dal titolo “A JOYCEFUL GUIDE TO LACHRYMOLOGY”); viene tradotta letteralmente come “lo studio del pianto”. La dottrina di base della Lachrymology, sostenuta anche dai Tool, risiede nella concezione che la strada che conduce alla perfezione passi attraverso il dolore, sia emozionale che fisico.
http://it.wikipedia.org/wiki/Successione_di_Fibonacci
http://it.wikipedia.org/wiki/Lateralus
http://it.wikipedia.org/wiki/Tarocchi
http://it.wikipedia.org/wiki/Golden_Dawn
http://it.wikipedia.org/wiki/Rosa_Croce
http://it.wikipedia.org/wiki/Ordo_Templi_Orientis
http://it.wikipedia.org/wiki/Arcani_maggiori
http://it.wikipedia.org/wiki/Albero_della_vita
http://it.wikipedia.org/wiki/Qabbalah
http://it.wikipedia.org/wiki/Albero_della_vita_(diagramma)