A Perfect Day Festival @ Castello Scaligero, Villafranca di Verona – 31/08/2012

Un castello è quanto di meno ci si possa aspettare come location per un festival all’insegna del rock.
Ma chi è stato a Villafranca di Verona, converrà nell’affermare che mai cornice fu più adatta per ospitare le tre giornate del “A Perfect Day Festival”.

Alla sua prima edizione, questa tre giorni di musica ha catalizzato da subito l’attenzione di tutti, oltre che per la scelta della location sicuramente per l’ambiziosa presenza di nomi forti, d’impatto. Ed il Veneto ha vissuto in questi giorni una vera esplosione di passione e carattere, poiché in una piccola città borghese di 30.000 abitanti si è riversato un popolo di fan che pur di assistere allo show ha sopportato (climaticamente) davvero l’insostenibile. Interessante e atteso, vissuto e sudato, questo festival comincia con la prima giornata venerdì 31 agosto.

ATTITUDINE E VISUAL: Palco esagerato al centro del cortile del Castello Scaligero.Tutt’intorno lungo le mura si trovano gli stand gastronomici mentre al centro del perimetro è situato il totem dei comandi luci/audio. La scaletta è ben strutturata, prevede una mezz’ora di stacco fra le esibizioni dei vari gruppi, e questo permette di preparare gli allestimenti on stage. I DZ Deathrays aprono la festa alle 17.15 puntuali, ma causa la pioggia ed il vento si esibiscono davanti un pubblico esiguo ma testardo, che munito di ombrellini e kway non vuole perdere il posto guadagnato in previsione del live dei The Killers. A seguire i The Temper Trap, che presentano alcune nuove uscite e per un’ora fanno ballare sotto il diluvio una folla che pare incurante del tempo che versa sempre peggio. Sweet Disposition è stato l’ultimo brano, quello che ha definitivamente sciolto il pubblico, che ha continuato a ballare anche durante il live dei Two Door Cinema Club. Anche loro hanno portato a Villafranca di Verona alcuni brani nuovi alternandoli alle hit classiche e più commerciali del loro repertorio – fra le quali What you know e Something Good Can Work. Il momento tanto atteso arriva alle 22.15 circa, quando sul palco sono arrivati i faraonici The Killers. Brandon Flowers è sicuramente un ragazzo dalla faccia pulita quanto furba, e con orgoglio ha salutato il pubblico alludendo immediatamente alla scenografia proiettata alle sue spalle e all’imponenza del luogo: “Hello Verona, do you like our castle?”.
Ciò che lascia a bocca aperta sono gli effetti e i giochi con le luci: proiezioni e colori che si riversano lungo le mura e i merli del Castello Scaligero, a momenti si è talmente stupiti da non sapere più se guardare sul palco o lungo le mura. È tutto colorato, per nulla sobrio, titanico. Fontane pirotecniche a bordo palco, esplosioni di coriandoli verso il pubblico, salti e mosse e ancora luci: americanate? Può essere, ma son fatte bene, e rendono ancor più affiatata – se possibile – l’atmosfera che si è creata da subito fra il gruppo e i fan.

AUDIO: Ben calibrato, da ogni angolo del cortile si sentiva in modo uniforme senza sbavature. Con il live dei The Temper Trap c’è stato un attimo di vuoto per colpa del temporale, pertanto durante un paio di brani si è sentito un leggero rimbombo.

SETLIST: Se tutti gli altri hanno portato su palco classici e nuove uscite, i The Killers hanno eseguito i loro pezzi più noti e regalato due cover – Shadowplay dei Joy Division e Romeo and Juliet dei Dire Straits. L’esibizione è iniziata con Runways, ed il tempo ha iniziato a dare segnali di tregua. Non c’è il pienone anche se man mano che la serata si inoltra verso il clou il cortile del Castello Scaligero si è riempito maggiormente – complice il fatto che lentamente la pioggia è calata.
Somebody told me, Spaceman, Mr. Brightside e tanto altro ancora.Un’ora e mezza in totale di spettacolo, che manda in visibilio i presenti: sporchi di fango, bagnati, infreddoliti…ma con tutta l’energia necessaria per ballare, cantare e farsi sentire.

MOMENTO MIGLIORE: Non c’è stato un momento migliore, c’è solo stata l’esibizione più attesa e meglio riuscita della serata: uno spettacolo. È impossibile scindere l’esibizione live dal contesto scenico ricreato dalle luci, i filmati e i giochi pirotecnici.

PUBBLICO: Variegato, il pubblico presente copre un range piuttosto vasto. Si va dal ragazzo di vent’anni che le sa tutte a memoria ai cinquantenni venuti con la famiglia intera, magari per accompagnare i figli. Come detto in precedenza, non è una data sold out, ma è forte sicuramente la presenza di stranieri.

LOCURA: Come ingannare il tempo se piove, fa freddo e per terra c’è fango, e tutt’intorno non esiste niente di lontanamente somigliante ad una panca alla quale sedersi? Basta prendere un saccone nero dell’immondizia, farsi qualche birra e cominciare a ballare e prendere la rincorsa in mezzo al cortile per poi…gettarsi a terra.
Eh, sì, c’è stato chi ha volutamente e letteralmente nuotato nel fango…

CONCLUSIONI: E’ stata una serata sfortunata. Bellissima la scaletta per le esibizioni, i tempi sono stati (miracolosamente) rispettati ed il luogo sicuramente è stato d’impatto e si è prestato a fissare nella memoria attimi di magia. Il tempo è stato avverso, e questo ha fatto desistere molti dal partecipare a quella che è stata indubbiamente la prima di tre giornate perfect.

Le immagini non si riferiscono alla data recensita

  • Vincenzo Federico

    Bella giornata e bella recensione, anche se ha iniziato a piovere appena hanno finito i Dz Deathrays e non durante il loro concerto!! Il pubblico poi è stato eccezionale, ha supportato tutti gli artisti nonostante il tempo

  • Bonetti Emanuela

    …ha piovuto talmente tanto, che non ricordo quando c’è stata con esattezza una tregua :)