The White Lung – Sorry

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La diatriba stucchevole: “Vero Punk vs Falso Punk”, come succede anche per il metal – Death to false metal, Manowar (cit.) – e per tutte le manifestazioni artistiche che prevedono una certa rottura sociale o un forte senso d’appartenenza,  spesso viene delimitata da avvenimenti e/o opere che ne stabiliscono i confini. Ecco, in quest’ottica lo spettacolo offerto da Billie Joe Armstrong durante l’iHeart Music Festival di qualche settimana fa, fu illuminate. Potremmo tranquillamente usarlo come guardrail oltre il quale sia impossibile procedere fregiandosi di qualsivoglia velleità di rottura. Questo inutile preambolo ai fini dell’opera che sto per trattare, vi sarà comunque utile come paragone empirico da attuare in relazione agli intenti più o meno genuini delle band considerate punk, ridefinendo il concetto di paraculo. La genuinità infatti risiede altrove, in questo caso in Canada.

Mish Way oltre ad essere una scrittrice/giornalista – Ask Men, Color Magazine, Cultist Zine, FFWD Weekly, Noisey Magazine, Vice Magazine – ad avere un podcast dedicato a sesso e musica intitolato: “Delicious with Mish”, è la leader dei White Lung, ed è una punk, Vera. Il loro secondo lavoro Sorry è un grumo intriso di neoclassicità Punk, spirito Hardcore Eighties, pose Post-Punk e indole Squatters tutti insieme, tanto per gradire. Apre Take The Mirror, raccontando le dinamiche di un soffocamento esistenziale sulle note dei GBH e delle primissime Hole, per poi andarsi a sfracellare sul Post-Punk di St.DadCelibate Rifles feat Bikini Kill. È un grido dell’anima impastato con noia e disgusto, molto simile a quello percepito negli ultimi lavori delle L7 ed in buona parte dell’epopea grunge, quando nei centri sociali di Vancouver  si ascoltavano ancora i  Discharge (Thick Lip). Bag e BunnyBabes in Toyland –  sono invece i segni di un legame passato, dell’amore verso il punk femminista (Riot Grrrl, ndr), mentre Those Girls, simula una Siouxsie caricata a plutonio.

Non un secondo di pausa, nessun ammiccamento da classifica, tanta passione e dedizione verso un modo di fare musica che personalmente mi mancava, Billie Joe prenda nota.

  • Non male, come le avete scovate?