Jens Lekman – Circolo degli Artisti, 5/12/2012

ATTITUDINE E VISUAL: A Roma è arrivato il freddo, lo si sente nell’aria gelida che attraversa la serata e lo si vede dall’abbigliamento non solo dei presenti, ma anche dei musicisti di Chris Cohen, in apertura all’esibizione di Jens Lekman – lui, Lekman, non fa testo: da buon svedese, il freddo non lo teme.
Nell’attesa che la serata abbia inizio, tutto appare moderatamente intimo: dalla musica di sottofondo alle luci basse, poca gente presente.
Ma quando alle 21.30 Cohen sale sul palco e si toglie gli scarponi per suonare scalzo, l’affluenza aumenta.
Brani delicati, i suoi, sicuramente suonati con divertimento vista la complicità e i giochi di sguardi fra i suoi musicisti – tutti rigorosamente con maglioni e cappelli di lana con pon pon.
Poco più di mezz’ora, con una conclusione affidata ad un pezzo strumentale decisamente pop e colorato rispetti ai precedenti, ed ecco che arriva Jens Lekman. Elegante lui, lo sono pure i ragazzi che lo accompagnano sul palco: tutti rigorosamente in completo nero. A smorzare i toni, i dettagli: Lekman porta un cappello a visiera un po’ consunto, la violinista e la bassista indossano delle tennis bianche ai piedi. Si deve pur star comodi, no? E comincia in una sala stranamente affollata il live, che non ha subito l’arrivo di questo grande freddo e della cadenza infrasettimanale.

AUDIO: Morbido ed intimistico, in perfetta sintonia con l’atmosfera della serata

SETLIST: Jens ha portato in scena i brani del suo ultimo disco, I know what love isn’t, regalando anche brani meno recenti, tuffandosi in pezzi quali I’m leaving you because I don’t love you. Il tema romantico ha dominato.

MOMENTO MIGLIORE: Un flusso continuo. Si è trattato di un concerto al quale i presenti hanno assistito con curiosità durante il live di Cohen, e con trasporto durante quello di Lekman. Il giusto equilibrio quando gruppo spalla e main artist riescono ad avere un filo sonoro che incuriosisce e cattura l’attenzione: e la serata è andata così, con gli occhi fissi sul palco prima e le braccia alzate poi.

PUBBLICO: Pubblico maturo, con qualche sprazzo di gioventù sparsa qua e là. Lekman piace per il sound semplice di tendenza pop, nel quale riversa temi forse scontati dai testi in ogni caso mai banali. Affascina, e ha conquistato una fetta di pubblico elitario che lo segue con una compostezza quasi contenuta – che a tratti si lascia naturalmente andare.

LOCURA: nd

CONCLUSIONE: Un concerto riuscito. Stento a percepire il Circolo come un locale adatto ad esibizioni soft, mi piace tenerlo nell’immaginario con live quali Alt-J e Archive, parlando di cose recenti. Ma la serata con Jens Lekman è stata piacevole. Lui è un cantautore che merita attenzione, con una voce affascinante ed una semplicità disarmante che riesce a trasmettere non solo attraverso le sue musiche. Da seguire, in attesa di nuovi sviluppi, sperando siano altrettanto interessanti come i suoi lavori passati.