Bachi da Pietra @ Circolo Degli Artisti [Roma 20/02/2013]

Attitudine e Visual: Sono le ritmiche infuocate, i “sortilegi” rocciosi di musica e parole a incendiare il palco del Circolo Degli Artisti. Sono i Bachi Da Pietra (Giovanni Succi e Bruno Dorella), un duo che nella dimensione live è capace di sprigionare una potenza e un coinvolgimento tale da racchiudere le malie e le prodezze tecniche di un’intera band. È così un susseguirsi di deflagrazioni e distorsioni, perfezione compositiva, sonorità piene, graffi vocali, pensieri urlati ed espiati al microfono, corde fangose e batteria incandescente. È un gioco di sintonie e sinergie, di attimi senza pause creati esclusivamente per l’ascolto, di istanti vorticosi lasciati alla musica e al pubblico in sala, nella fruizione stessa di un suono e di un verbo che si trasfigurano sul palco.

Audio: Buono anche se con alcuni istanti iniziali nei quali si subiva l’impatto di una eccessiva ridondanza di suoni su una voce che invece giungeva al pubblico leggermente confusa.

Setlist: Sul palco si lascia ampio spazio alle nuove creature di Quintale. Il palcoscenico si intinge così delle ritmiche purpuree di Sangue e muta sulle derive di Coleotteri, inseguendo Mari Lontani e attraversando le pieghe sonore di Fessura, Enigma, Paolo il Tarlo, Dio Del Suolo. Non c’è purtroppo il tempo per il bis perché bisogna lasciare il palco all’elettronica di Holy Other.

Momento migliore: Sarà stata anche l’uscita del bellissimo video a “farci fessi”, ma l’esibizione di Fessura ha dato i suoi buoni frutti, senza sicuramente tralasciare il trasporto, la compattezza e la pienezza dell’intero live.

Locura: Un concerto così intenso e denso che non lascia alcuno spazio a momenti di locura.

Pubblico: Un piccolo esercito di fan che era lì a seguire il live con un entusiasmo tale da far rimanere delusi alcuni sul tempo, relativamente breve, trascorso sul palco.

Conclusioni: Un live dei Bachi da Pietra è l’ideale e perfetta celebrazione del loro modo di fare musica e di tutte quelle sensazioni che Quintale stesso contiene, è la manifestazione profonda di un’idea che scava come pietra le emozioni più recondite delle esistenze di ognuno, vivendole e assaporandole quasi ad occhi chiusi.

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  • ospite

    locura è un termine italiano? chiedo…

  • Ovviamente no! E’ spagnolo. Chiamando in causa Boris “La locura, Renè! La pazzia, la cerveza, la tradizione, ma con una bella spruzzata di pazzia; il peggior conservatorismo che però si tinge di simpatia, di colore, di paiette” http://www.youtube.com/watch?v=ZIkgAkJftAE